24 ottobre, Giornata Mondiale della Trippa: tutte le curiosità

Un intero giorno dedicato ad una delle specialità più gustose e antiche della tradizione gastronomica italiana

Trippa

Il 24 ottobre si festeggia la Giornata Mondiale della Trippa, piatto tipico della tradizione nazionale che in autunno torna prepotentemente alla ribalta.

La trippa è un piatto povero ma ricco di gusto e storia: nel corso dei secoli è entrato a far parte dell’immaginario collettivo, diventando una delle eccellenze italiane. Alla trippa sono state dedicate poesie, libri ed opere d’arte. Nella letteratura italiana se ne parla fin dal 1800. Una specialità che unisce tutta l’Italia dal nord al sud, con diverse varianti che la rendono ancora più speciale.

Ma cos’è la trippa? Nasce come cibo povero della tradizione popolare e nel corso del medioevo è stato impreziosito. Si tratta di carne che deriva da una o più parti dello stomaco bovino. Le sue origini si fanno risalire sino ai tempi degli antichi greci e romani: i primi la cucinavano alla brace, mentre i secondi la utilizzavano per preparare le salsicce. Principalmente si trova in commercio già pulita e tagliata, ma è preferibile lasciarla a bagno per almeno mezz’ora con dei pezzi di limone, per poi passarla sotto l’acqua corrente fredda.

A livello nutrizionale, la trippa risulta essere un alimento molto ricco: il contenuto di proteine è di circa il 18%, come quello della carne di vitello. Il contenuto di grassi, invece, è pari al 4%. Notoriamente la trippa è conosciuta come una pietanza non facile da digerire: la sua presunta scarsa digeribilità è però dovuta all’abbondanza di condimenti usati per la preparazione.

La trippa fa parte da secoli della cultura gastronomica italiana: ogni regione custodisce e tramanda la propria ricetta tradizionale. Per alcuni è usata nella minestra, come la Busecca lombarda, la Sopa de Tripe padovana, o la zuppa di trippe di Napoli. Per altri è un secondo, basti pensare alla trippa bolognese con il Parmigiano e a quella lucchese con il formaggio e la cannella. In Toscana, inoltre, è usata anche come farcitura da panino, nel celebre street-food fiorentino a base di Lampdredotto.

Una delle varianti più conosciute è la classica trippa alla romana, una ricetta ricca di sapori. Il soffritto si realizza con carota, sedano, aglio, cipolla e guanciale. Successivamente si aggiunge la trippa che va sfumata con del vino, prima di versare la passata, i fagioli e farla cuocere lentamente per un paio di ore. Una foglia di menta prima che finisca la cottura le conferisce un gusto indistinguibile. Da provare insieme alle altre varianti nella Giornata Mondiale della Trippa del 24 ottobre.