Una villa romana e sepolture: nuove scoperte nell'Antica Satricum

Il ritrovamento si deve a una squadra di archeologi olandesi con a capo la professoressa Marijke Gnade dell'Università di Amsterdam

Scavi archeologici

Nel sottosuolo dell’antica Satricum, che si trova in un’area del comune di Latina al confine con Nettuno, è stata scoperta una villa rurale romana insieme ad altre sepolture.

Il ritrovamento si deve ad una squadra di archeologi olandesi con a capo la professoressa Marijke Gnade dell’Università di Amsterdam. Il team lavora da tempo agli scavi della zona e, dopo il santuario dedicato alla Mater Matuta, la dea dell’Aurora e la protettrice delle nascite, e diverse necropoli, adesso hanno scoperto l’antica villa rurale romana, utilizzando strumentazioni altamente tecnologiche.

Il grande lavoro svolto dagli archeologi provenienti dall’Olanda ha fatto riemergere la villa, due scheletri umani posti uno accanto all’altro, due scheletri di animali, uno appartenente ad un bovino e l’altro ad un cane e un ulteriore scheletro umano, ritrovato a pochi metri di distanza.

Il tutto è avvenuto in un’area non coltivata della nota azienda vinicola Casale del Giglio del comune di Latina, confinante con quello di Nettuno e molto vicina alla casa del martirio di Santa Maria Goretti. A rendere possibili le scoperte sono state delle tecnologie moderne che permettono di individuare dei reperti nascosti sotto lo strato terroso già prima di procedere con gli scavi.

L’antica Satricum si è evoluta da un villaggio composto di capanne per diventare una città molto estesa, fino ad arrivare a 40 ettari di terreno. Lì, nel 489 a.C., si stabilirono i volsci, popolazione paragonata a quelle dei migranti che provenivano dalle montagne. Una volta insediati, realizzarono diverse sepolture sopra le strutture già esistenti. Le loro costruzioni andarono poi perse in seguito alla distruzione della città, avvenuta prima per mano dei latini e poi per quella dei romani.

Satricum è il nome latino dato a quella che molto probabilmente, nell’epoca dei romani, era la seconda città più grande di tutta la terra pontina dopo Alba Longa.

La professoressa Marijke Gnade, a capo del team di archeologi che scava il terreno di Latina, si trova in Italia sin dal 1977, quando il Ministero la contattò per iniziare i primi studi relativi a quella precisa area. Nei piani futuri dell’archeologa olandese, c’è quello di rendere visitabile ai turisti la villa romana appena scoperta. Per farlo, bisognerà realizzare delle coperture che andranno a proteggere i preziosi resti archeologici.