Roma, il tunnel del Colosseo nasconde i segreti degli Imperatori

Partita la prima fase dei lavori di restauro e studio del tunnel sotterraneo nelle viscere dell'Anfiteatro Flavio

Colosseo

A Roma è partita la prima fase dei lavori al criptoportico imperiale del Colosseo, noto come il passaggio di Commodo.

La galleria corre per oltre 250 metri sotto la piazza nella porzione sud dei sotterranei dell’Anfiteatro Flavio, a circa tre metri di profondità dell’arena. Il percorso curva all’improvviso verso quella che è attualmente via Claudia e il Celio e da quel punto si interrompe con un muro di terra. Il vasto progetto di restauro da parte del parco archeologico del Colosseo, sotto la guida di Alfonsina Russo, permetterà di capire meglio tutti i passaggi segreti e le operazioni che avvenivano attraverso i tunnel speciali ancora conservati nelle viscere del monumento.

Proprio in questi giorni è partita un’operazione volta a studiare, dettaglio dopo dettaglio, tutte le caratteristiche del luogo sotterraneo di Roma che solo gli studiosi del settore e pochi altri fortunati avevano potuto ammirare. Chiuso da una volta a botte, il tunnel risale con buona probabilità all’epoca Flavia, visto nel primo tratto ci sono decorazioni con rilievi domizianei. Nel corso dei secoli ha subito una serie di ristrutturazioni, visibili dal palinsesto di intonaci che vanno a sovrapporsi sopra a quelli precedenti. Il tunnel aveva un rivestimento in marmo e una decorazione di stucchi e bassorilievi ed era destinato a personaggi importanti e soprattutto all’Imperatore che poteva accedere al Colosseo lontano dalla folla e in piena tranquillità, così da raggiungere il suo palco d’onore sugli spalti senza mischiarsi al popolo.

Il tunnel parte dal cuore del Colosseo e corre sotto l’attuale piazza dell’Anfiteatro Flavio. L’Imperatore Commodo, figlio di Marco Aurelio, era solito, attraversare il passaggio segreto insieme ai suoi fedeli pretoriani, all’oscuro del resto della città. Al “curvone” che puntava verso il Celio è dedicato un particolare aneddoto: secondo le cronache del tempo, in prossimità della curva c’era un punto di scarsa visibilità, dove venne posizionato uno specchio o un oggetto riflettente che permetteva a Commodo e alla sua scorta di accertarsi che non ci fossero malintenzionati pronti a mettere a repentaglio l’incolumità dell’Imperatore.

Un’altra parte del corridoio collegava il Ludus Magnus – la palestra dei Gladiatori ossi su via Labicana – con l’arena. Inoltre, la porzione ipogea nord-est del Colosseo fungeva da deposito delle armi e ospitava anche il Ludus Matutinus, il ricovero degli animali usati per gli spettacoli con il quale venivano intrattenuti i cittadini romani.