Napoli come Caracas e Raqqa, per il "The Sun" è tra le città più pericolose del mondo

Droga, omicidi, malavita: per il giornale britannico Napoli è una delle 11 città più pericolose del mondo. Ma Napoli non è di certo solo criminalità

Napoli come Caracas e Raqqa, per il "The Sun" è tra le città più pericolose del mondo

Altro che patria della pizza, del sole e dell’accoglienza. Secondo il “The Sun”, Napoli è tra le città più pericolose al mondo. Il tabloid scandalistico britannico, il secondo più venduto in lingua inglese, con una tiratura di quasi 3 milioni di copie al giorno, reputa il capoluogo partenopeo tra le città più difficili del globo paragonando l’area metropolitana di Napoli alle capitali internazionali della malavita, del terrorismo e della guerra.

Per il periodico britannico l’area urbana che si estende all’ombra del Vesuvio è un vero e proprio inferno in terra, equiparabile a Caracas, la città dei Narcos del Venezuela o a Raqqa, la capitale del sedicente stato islamico dell’Isis.

Napoli come Caracas e Raqqa, per il "The Sun" è tra le città più pericolose del mondoNella particolare classifica, assieme a Napoli, ci sono anche San Pedro Sula, città dell’Honduras dove in media si registrano 10 omicidi al giorno; Mogadiscio, la capitale somala devastata dalla guerra civile, Groznyj, città della repubblica cecena considerata dalla Russia come un covo di terroristi, Manila, capitale delle filippine teatro di una vera e propria epurazione di spacciatori attuata dal presidente Duterte.

Una classifica del male composta da 11 città, in cui si trovano anche St Louis, Kiev, Karachi e Perth, in cui viene inserita, con un certo stupore, anche Napoli. I motivi? Il grafico elementare ma incisivo mette in evidenza gli omicidi, il traffico di droga e la presenza di gang criminali. Ed è soprattutto sulla presenza della Camorra, identificata come “O’Sistema”, che il giornalista inglese Guy Birchall si sofferma sottolineando come non di rado avvengano omicidi persino di giorno a volte attuati dalle baby gang di minorenni, attratti dalla promessa di guadagni facili nel ginepraio di malavita.

L’articolo sostiene che la cattiva reputazione di Napoli sia talmente nota nel Paese che gli italiani per dire “vai all’inferno” utilizzino invece l’espressione “vai a Napoli”, un uso tutt’altro che diffuso in Italia.

Ma Napoli non è di certo solo criminalità, caratteristica che purtroppo connota tutte le grandi metropoli europee. Città dal fascino unico, vivace centro culturale italiano, custode di centinaia di testimonianze d’arte, il capoluogo campano è un campione di attrattive per residenti e ospiti.

I turisti, infatti, hanno dimostrato di non pensarla come il giornalista del Sun, non avendo alcuna percezione di una città dove la delinquenza va oltre l’ordinario. Secondo il Mibact, il Ministero dei Beni Culturali italiano, Napoli ha giovato di un incremento del 15,4 %, rispetto al 2016, della presenza nei numerosi musei diffusi in tutta la città. Sono stati oltre 4 milioni i visitatori che hanno scelto la Campania per le proprie vacanze, molti dei quali hanno visitato la città di Totò e Pino Daniele, ritenendola non solo un luogo sicuro, ma pieno di meraviglie da ammirare.

L’articolo ha già suscitato l’indignazione degli abitanti della città partenopea che pur riconoscendo alcune criticità che da tempo attanagliano le strade di Napoli non accettano l’inserimento in una classifica così denigratoria stilata con superficialità e senza alcun fondamento scientifico.

L’articolo inglese, c’è da scommetterci, verrà sicuramente segnalato allo sportello istituito dal comune amministrato da Luigi De Magistris per segnalare i casi in cui la città è oggetto di azioni lesive per la dignità e la reputazione del nome di Napoli.

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