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Juan Carrito, l'orso simbolo del Parco d'Abruzzo é morto

Juan Carrito, l'orso simbolo del Parco d'Abruzzo é morto

Juan Carrito, l’orso bruno marsicano considerato la mascotte del Parco Nazionale d’Abruzzo, è morto dopo essere stato investito da un’auto sulla strada statale 17 nei pressi di Roccaraso.

Investito a Roccaraso l’orso Juan Carrito

L’orso Juan Carrito celebre per le sue irruzioni nei paesini dell’Abruzzo alla ricerca di cibo è morto investito. L’incidente è avvenuto a Roccaraso lungo la SS17, in provincia dell’Aquila, dove l’animale è stato investito di sera da una Opel Corsa bianca. La vettura si è completamente distrutta nell’impatto, mentre per fortuna conducente e passeggeri stanno bene. Sul posto sono intervenuti le forze dell’ordine, i forestali e gli addetti del Parco.
L’urto con la macchina non è stato all’istante fatale per l’animale che è morto dopo circa un’ora. In seguito all’incidente, infatti, Juan Carrito è stato portato al centro Pnalm di Pescasseroli dove ha avuto le prime cure ma alla fine i medici non sono stati riusciti a salvarlo.

Luciano Sammarone, direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ha raccontato commosso al Corriere della Sera l’avvenuto: “Juan Carrito è morto dopo circa un’ora di agonia. I soccorritori intervenuti sul posto, dopo averlo stabilizzato, lo hanno trasportato nel centro Pnalm di Pescasseroli, ma nonostante le cure non è riuscito a sopravvivere. Ce l’abbiamo messa tutta in questi anni per assicurargli una vita da orso libero. Purtroppo, non ce l’abbiamo fatta e questo ci dà tanta tristezza. Se ne è andato uno di famiglia”.

Questo bellissimo esemplare di orso bruno marsicano pesava all’incirca 150 chili ed era uno dei quattro cuccioli gemelli partoriti da mamma Amarena nella primavera del 2020 nel Parco nazionale d’Abruzzo.
Non è la prima volta che lungo questa strada avviene un incidente simile anche nel 2019 era stata uccisa un’orsa e per questo erano stati realizzati dei lavori di messa in sicurezza della zona. In particolare, grazie agli interventi di due ong (“Wwf” e “Salviamo l’orso”) e del Parco Nazionale erano state costruite delle barriere.

L’Orso Juan Carrito in visita al ristorante stellato di Romito

Conosciuto anche come M20, l’orso Juan Carlo era uno dei circa 60 orsi bruni marsicani rimasti al mondo. Era diventato famoso, anche all’estero, per il suo carattere mansueto e per la sua golosità tanto che era stato più volte visto vicino al centro di Roccaraso e in alcune fattorie della zona mentre era alla ricerca di cibo.

L’orso, da tempo radiocontrollato, l’anno scorso era stato portato temporaneamente nell’area faunistica di Palena (Chieti) dove erano già presenti tre femmine di orso di origine euro-asiatica. Qui è stato osservato e monitorato 24 ore su 24 grazie a un sistema di video-sorveglianza appositamente installato, prima di essere reinserito in natura.
Era di qualche giorno fa il video Instagram condiviso dallo chef Niko Romito che presso il suo ristorante di Castel di Sangro aveva ricevuto proprio la visita di Juan Carrito.
Romito ha condiviso un video nel suo account Instagram ufficiale in cui si vede l’orso passeggiare tranquillo all’esterno del suo ristorante Casadonna Reale che è stato premiato da poco con le tre stelle Michelin. “È passato Juan Carrito per un salutino. Chiedeva per un panettone. È andato spedito verso le cucine. La natura che abbiamo qui intorno è viva. Siamo circondati dal parco nazionale, bellezza vera”. In questo modo Romito aveva commentato sul suo profilo questa visita speciale.