A Genova è vietato aprire ristoranti non europei in centro

Con una delibera del Comune, il centro di Genova dichiara guerra alla mancanza di decoro ed esclude le cucine straniere

A Genova è vietato aprire ristoranti non europei in centroRistorante non europeo? Vade Retro! Genova adotta la linea dura contro i locali che preparano cibo non europeo per proteggere i sapori italiani e quelli delle nazioni che condividono con l’Italia la bandiera blu-stellata.

Stop ai rivenditori di kebab, alimentari e lavanderie gestiti da non europei, anche ai ristoranti indiani e inevitabilmente anche ai tanto chic ristoranti giapponesi, dove poter mangiare prelibatezze nipponiche, magari certificate.

Il comune di Genova ha approvato una delibera che farà di certo discutere. Nel centro storico del capoluogo ligure non si potranno più aprire nuovi esercizi alimentari “etnici”, ma non si tratta soltanto di una mannaia che mortifica le attività extra europee, anche quei locali ed attività commerciali, italianissime o con passaporto europeo, che non valorizzano il territorio di Genova avranno grosse difficoltà a continuare il proprio lavoro.

Stop a tutto ciò che non contribuisce al decoro cittadino, come sexy shop, phone center, lavanderie attive 24 su 24 e punti vendita dove poter comprare cibi surgelati.

Per il centro di Genova è prevista una suddivisione in due aree. Una più periferica dove anche attività particolari potranno aprire i battenti, a patto che dimostrino di servire cibo di alta qualità in un luogo idoneo alla reputazione di Genova. Oltre a questa, in una zona molto più piccola, nel cuore pulsante di Genova, è prevista una zona dove possono essere presenti soltanto locali italiani, genovesi, liguri o al massimo di origine europea.

Niente ramen, sapori speziati, o particolarità esotiche, il centro di Genova diventa così un inno all’italianità e ai prodotti tipici regionali, una zona dove mangiare per lo più prodotti Dop e Igp.

 

 

 

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