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Il Comune più grande e quello più piccolo d'Italia: i nuovi dati

L'Istat ha diffuso i dati del Censimento Permanente della Popolazione del 2021: quali sono il Comune più grande e quello più piccolo del nostro Paese

Morterone

Il Comune più grande d’Italia è Roma, il più piccolo è Morterone, in provincia di Lecco, in Lombardia. Sono i dati che emergono dalla seconda edizione del Censimento Permanente della Popolazione e delle Abitazioni, svolta nell’autunno 2021 dall’Istat, i cui risultati sono stati diffusi giovedì 15 dicembre.

L’Istituto di Statistica ha iniziato a raccogliere dati e informazioni nell’autunno del 2021, coinvolgendo un campione rappresentativo di famiglie per ottenere uno spaccato della situazione italiana dal punto di vista demografico. L’elaborazione ha confermato che Roma, con 2.749.031 residenti, è il Comune più grande d’Italia, mentre Morterone rimane il più piccolo con i suoi 31 residenti. 

Italia Paese sempre più anziano

Il Censimento dell’Istat ha confermato anche che il nostro è un Paese sempre più vecchio, come già dimostrato da diverse altre rilevazioni. L’età media dei cittadini italiani si è innalzata di tre anni rispetto al 2011, passando da 43 a 46 anni. Dal punto di vista regionale, la Campania continua a essere la regione più giovane con un’età media dei residenti di 43,6 anni, mentre la Liguria si conferma quella più anziana: i residenti hanno in media 49,4, anni (qui la classifica delle città più anziane d’Italia).

“L’invecchiamento della popolazione italiana è ancora più evidente nel confronto con i censimenti passati – hanno spiegato i rappresentanti dell’Istat nel corso della conferenza stampa di presentazione del Censimento – Nel 2021 per ogni bambino si contano 5,4 anziani contro meno di un anziano per ogni bambino del 1951 (3,8 nel 2011). L’indice di vecchiaia è notevolmente aumentato e continua a crescere, da 33,5% del 1951 a 187,6% del 2021”.

Quanti residenti ci sono in Italia

Al 31 dicembre 2021, in Italia la popolazione censita contava 59.030.133 residenti, in calo dello 0,3% rispetto al 2020 (-206.080 persone). La diminuzione di popolazione riguarda soprattutto il Centro Italia (-0,5%) e l’Italia settentrionale (-0,4% sia per il Nord ovest sia per il Nord est), mentre è più contenuta nell’Italia meridionale (-0,2%), e scende al minimo nelle Isole (appena 3mila unità in meno).

Nel 2021 resta inoltre ancora alto l’impatto del numero di morti da Covid-19 sulla dinamica demografica. Anche se in diminuzione rispetto al 2020, anno in cui la pandemia è deflagrata, il totale dei decessi (701.346, quasi 39mila decessi in meno) rimane significativamente superiore alla media 2015-2019 (+8,6%). Dai dati Istat, infine, risulta che in dieci anni si sono dimezzati gli analfabeti, mentre sono aumentati i laureati.

Cos’è e a cosa serve il Censimento Permanente della Popolazione 

Il Censimento Permanente della Popolazione, arrivato nel 2022 alla terza edizione (i dati hanno iniziato a essere raccolti nell’ottobre 2022 e saranno diffusi il prossimo anno) è il conteggio della popolazione italiana che dimora abitualmente in Italia, a livello nazionale, regionale e locale, e delle sue caratteristiche socio-economiche e strutturali. Si tratta di uno strumento che rappresenta la base informativa ufficiale pubblica e legale utilizzata nelle decisioni politiche e nei confronti internazionali, e consente di confrontare i dati raccolti con quelli del passato e degli altri Paesi.

Fino al 2011 il Censimento generale della popolazione era realizzato ogni dieci anni (salvo qualche interruzione) e aveva carattere universale, coinvolgeva cioè tutte le famiglie sul territorio nazionale. A partire dal 2018 questa modalità è stata sostituita dal Censimento permanente realizzato attraverso una rilevazione a cadenza annuale su un campione di famiglie.