Orta di Atella, il borgo più giovane d'Italia

La città campana di Orta di Atella è considerata il borgo più giovane di Italia dato che i suoi abitanti hanno un’età media di circa 35 anni

Orta di Atella

Secondo il censimento fatto dall’Istat 2019 la Liguria è la regione con la popolazione più anziana della nostra penisola, mentre la Campania è la regione più giovane con una popolazione in media di 41,5 anni. Orta di Atella è, in particolare, il paesino campano che da qualche anno vanta il primato di essere il borgo più giovane d’Italia.

Perché Orta di Atella è il paese più giovane d’Italia

Secondo il “Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni”, Orta di Atella in provincia di Caserta è il comune più giovane d’Italia con una età media di 35,3 anni. Al contrario il piccolo borgo ligure di Fascia si presenta come il paese più vecchio della nostra penisola dove l’età media è di circa 66 anni.

In un Paese come il nostro dove nascono sempre meno bambini, Orta di Atella è in realtà un caso in controtendenza, dato che qui le nascite superano i decessi e il rapido sviluppo urbanistico ha portato la popolazione, in meno di vent’anni, ad aumentare da 13 mila a circa 30 mila abitanti. Le abitazioni qui costano poco rispetto ad altre zone della regione, cosa che ha condotto diverse giovani coppie negli ultimi anni a trasferirsi in questo paese e a formare qui una famiglia.

Alla scoperta di Orta di Atella, il borgo più giovane d’Italia

La città di Orta di Atella sembra essere una delle più antiche cittadine campane, dato che la sua fondazione pare risalire ben prima dei Romani. L’economia cittadina si è sempre basata sull’agricoltura tanto che gli abitanti vengono chiamati in modo scherzoso “ortolani”. Orta di Atella, però, conserva anche un piccolo patrimonio storico e architettonico che porta i segni di tutte le dominazioni che si sono susseguite qui nell’arco degli anni.

Tra i punti di maggiore interesse spiccano la Torre Aragonese, che è tutt’ora presente nello stemma del comune e che aveva molto probabilmente funzione di avvistamento, e il Palazzo San Massimo, una dimora signorile fatta costruire dalla famiglia Migliaccio ancora nel XVII secolo. Nella frazione di Casapuzzano, invece, è presente il Giardino di Virgilio, un luogo in cui pare che il poeta latino abbia scritto una parte delle Bucoliche.