Case a 1 euro a Pietramelara, incantevole "borgo senza abitanti"

Anche Pietramelara, comune in provincia di Caserta in Campania, ha lanciato l'iniziativa delle case in vendita a 1 euro: come funziona il progetto

Pietramelara

Anche Pietramelara, definito anche il “borgo senza abitanti“, ha deciso di lanciare l’iniziativa delle “case a 1 euro“, allo scopo di rivitalizzare e ripopolare gli antichi quartieri medievali.

Case a un euro nel Borgo di Pietramelara: il progetto

Come si legge nel bando del Comune di Pietramelara, paese in provincia di Caserta in Campania, i proprietari delle case nel centro del paese (anche fatiscenti e/o pericolanti) che intendono cedere i loro immobili possono aderire all’iniziativa comunicando al Comune la loro disponibilità alla vendita delle abitazioni al prezzo simbolico di un euro. Allo stesso modo, gli acquirenti possono manifestare il loro interesse all’acquisto e alla ristrutturazione delle case a disposizione.

Chi compra una casa a 1 euro a Pietramelara ha l’obbligo di: pagare le spese connesse al regolare passaggio di proprietà del bene; perfezionare la stipula del contratto di compravendita con il venditore e costituire la polizza fideiussoria a favore del Comune, dell’importo di 5 mila euro, entro 3 mesi dalla comunicazione ufficiale di assegnazione dell’immobile; predisporre e depositare presso l’Ufficio Tecnico del Comune il progetto di ristrutturazione, risanamento conservativo e riqualificazione dell’immobile acquisito, entro e non oltre un anno dalla stipula del contratto di compravendita con il venditore; iniziare i lavori entro e non oltre 2 anni dalla data di acquisto dell’immobile.

Il Comune, invece, si impegna a: svolgere il ruolo di portatore principale degli interessi pubblici relativi alla valorizzazione del centro storico e di garante del rispetto delle clausole previste; raccogliere e selezionare le manifestazioni di interesse e fornire alle parti interessate chiarimenti e supporto; predisporre ed approvare gli atti di assegnazione degli immobili; garantire la piena legittimità dell’investimento immobiliare e velocizzare le pratiche burocratiche autorizzative; prevedere apposite agevolazioni comunali sugli immobili rientranti nel progetto.

Il sindaco Pasquale Di Fruscio, sul sito del Comune, ha spiegato così il progetto: “Ripopolare la parte antica del paese, recuperando la bellezza antica dei luoghi per fare rivivere territori ancora incontaminati, immersi nel verde, e integrarsi nel tessuto accogliente e ospitale di una popolazione antica, è alla base della nostra iniziativa”.

Ancora Di Fruscio: “Il nostro Borgo soffre una condizione di abbandono che perdura da oltre 40 anni e lentamente, ma inesorabilmente, tutto il centro storico, e ormai anche la parte più bassa del nucleo abitativo di Pietramelara, si è quasi del tutto spopolato, incluse le piazze principali Sant’Agostino e San Rocco”.

E poi: “Siamo convinti che occorre fare tutto il possibile per evitare che il nostro antico borgo vada a ingrossare la triste lista degli oltre 3 mila borghi d’Italia diventati città fantasma, piccoli borghi, fortezze medievali, accumunate da uno sciagurato destino che si sostiene su una miope cultura dell’abbandono e del dissolvimento”.

Alla scoperta di Pietramelara

Lo stesso sindaco Pasquale Di Fruscio ha presentato Pietramelara, borgo di poco meno di 5 mila abitanti situato all’ombra del Monte Maggiore, su un’altura che domina la “piana dei 5 castelli“.

Queste le parole del primo cittadino: “La grande porta di accesso al borgo ‘Porta della Madonna della Libera‘ fa da ingresso al magnifico borgo antico su cui svetta, in posizione dominante, l’antichissima torre di avvistamento. L’ambiente e la natura incontaminata si sposano con l’ospitalità e la gentilezza delle persone, valori che hanno un’antica tradizione in queste terre”.

Il sindaco ha aggiunto: “Quel che ci si aspetta, qui c’è! Ma c’è qualcosa in più: una cornice irripetibile, tutt’attorno, al borgo da fiaba, incantato, perfetto per vivere la magia dei secoli passati in un paesaggio ancora vergine e intatto, dove la storia si unisce alla natura. Qua il tempo sembra essersi fermato, all’ombra dei vicoli, degli archi e dei sottopassi, intrecciati in un dedalo magico e, contornato dalle antiche 12 torri, si compone un autentico gioiello altomedievale“.

Ancora Di Fruscio: “Questo è il nostro borgo, una fortezza che sa di antiche tradizioni, dove si respira ancora l’armonia di una vera comunità, il luogo ideale dove potersi trasferire o avere a disposizione una seconda casa, o meglio ancora, avviare una attività artigianale, d’arte, di ristorazione”.