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Nell'Appennino modenese è stato ritrovato il fossile di un ittiosauro

Venerdì verrà presentato a Pavullo il fossile di ittiosauro ritrovato nel territorio del comune: risale a più di 100 milioni di anni fa

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Ittiosauro a Pavullo

Là dove un tempo c’era il mare, ora c’è Pavullo, paese in provincia di Modena e teatro di una grande scoperta.

In quest’area sono stati rinvenuti i fossili di un ittiosauro, rettile marino vissuto ai tempi dei dinosauri. La storia del suo ritrovamento verrà raccontata venerdì 14 febbraio, alle 20.45 a Pavullo. Perché di fossili, ne sono stati scoperti tanti, ma questo ha qualcosa in più da svelare.

Come tutte le scoperte, anche questo ritrovamento è avvenuto quasi per caso: è stato il geologo Riccardo Ronelli a individuare quelli che per molti altri sono sembrati sassi e che invece sono fossili con una storia da raccontare. Non appena ha capito l’entità della scoperta, Ronelli ha consegnato i fossili al Dipartimento di Geologia dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Qui è stata compilata la carta d’identità del “dinosauro ritrovato”: un Ittiosauro, vissuto probabilmente nel cretaceo inferiore, tra i 100 e i 150 milioni di anni fa.

Un rettile marino, della lunghezza di circa 2 metri, l’Ittiosauro era un predatore: forte e scattante, con il cranio allungato e i denti piccoli e aguzzi, solcava le acque del periodo Mesozoico. Dove ora c’è la provincia di Modena, con il suo Appennino Settentrionale, ed un tempo regnava l’oceano. L’Ittiosauro di Pavullo non è il primo fossile della specie ad essere ritrovato, ma è certamente il primo ad aver portato alla luce vertebre connesse tra loro. Come spiega Cesare Andrea Papazzoni, ricercatore al dipartimento di Scienze Geologiche dell’università modenese: “ In passato erano già stati ritrovati altri fossili di Ittiosauri e di altri rettili marini, ma mai con vertebre attaccate. Abbiamo già fatto alcuni esami preliminari, e proveremo a datare i sedimenti che si trovano intorno alle ossa per restringere l’arco temporale. Poi proporrò che vengano esposte al Museo di Vignola, dove già si trovano alcuni frammenti simili”.

Un ritrovamento affascinante, che verrà presentato proprio nel comune di Pavullo, in una serata organizzata dagli enti locali e dall’Università di Modena e Reggio Emilia. E sono gli stessi Rondelli e Papazzoni a curare la presentazione del “loro” Ittiosauro ritrovato, verso il quale ancora hanno domande in sospeso: “Per il momento non dobbiamo diffondere il luogo del ritrovamento, perché dobbiamo ancora compiere sopralluoghi e non possiamo correre il rischio che qualcuno vada a caccia di frammenti illecitamente”.