Villa Foscari a Mira e la leggenda della Malcontenta

Cosa si nasconde dietro il soprannome misterioso dato alla meravigliosa villa palladiana in provincia di Venezia

Villa Foscari

Una storia leggendaria ha accompagnato Villa Foscari fino ai giorni nostri: quella della Malcontenta che è valsa all’edificio il suo soprannome.

Secondo quanto narra la leggenda, la Malcontenta era una dama di casa Foscari che era rimasta relegata tra le sue pareti. La donna era stata costretta a scontare, in assoluta solitudine, la pena per aver condotto una vita dissoluta e licenziosa. La dama ha ispirato storie e leggende, alcune vere, altre forse inventate, ma tutte sopravvissute al corso dei secoli e tramandate fino al presente.

Non è certo il tempo che la donna ha passato rinchiusa da sola all’interno di villa Foscari. Secondo alcune versioni della leggenda, avrebbe trascorso in quel luogo i suoi ultimi trent’anni di vita. In quel lasso di tempo, si dice ce non abbia mai lasciato l’edificio  e che nessuno sia mai riuscito a vederla uscire, né affacciarsi ad una delle finestre della splendida villa di Mira, in provincia di Venezia.

Il collegamento tra la dama che dovette scontare la sua pena a villa Foscari e il soprannome Malcontenta non è l’unico formulato circa l’origine dell’appellativo. Esistono anche due versioni alternative. Per alcuni deriva da “Brenta mal contenuta“, perché il fiume Brenta, appunto, straripava spesso e volentieri: seconda questa teoria, la zona in cui è sorta la proprietà dei Foscari sarebbe stata chiamata Malcontenta già diversi anni prima della sua costruzione.

Secondo un’altra versione, invece, il luogo sarebbe soprannominato così già a partire dal 1431, per ricordare lo scontento degli abitanti di Padova e di Piove di Sacco riguardo alla costruzione del Naviglio del Brenta. Villa Foscari è stata progettata nel 1559 da Andrea Palladio, in un luogo in prossimità di Mira, paese in provincia di Venezia. Si trova proprio lungo il Naviglio del Brenta e venne ideata per Nicolò e Alvise Foscari, fratelli appartenenti a quella che era una delle famiglie più potenti della Repubblica di Venezia.

L’edificio sorge su un basamento che separa il piano nobile dal suolo e gli conferisce magnificenza, sollevandolo su un podio che ricorda un tempio antico. Dimostrazione lampante dell’efficacia e la maestria di Palladio nell’ottenere effetti monumentali utilizzando materiali poveri come intonaco e mattoni, nel 1996 è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dall’UNESCO.