Questo sito contribuisce all’audience di

Virgilio InItalia

Sfregiò il Colosseo, turista si scusa: "Non sapevo fosse antico"

Il turista britannico che sfregiò il Colosseo con la dedica d’amore per la sua fidanzata si scusa: “Non sapevo fosse antico”, scrive in una lettera

 

Colosseo sfregiato, turista si scusa:

Avrebbe appreso di trovarsi nei pressi di uno dei monumenti più importanti del mondo soltanto dopo il gesto per cui oggi chiede scusa: Ivan, il turista britannico che alla fine di giugno aveva sfregiato il Colosseo incidendo sulle mura dell’anfiteatro la sua dedica d’amore per la fidanzata, non sapeva che il Colosseo fosse antico.

Lo scrive in una lettera inviata alla Procura di Roma e al Sindaco Roberto Gualtieri, in cui si giustifica per il gesto sostenendo di aver capito troppo tardi la gravità del suo gesto: “Solo in seguito ho appreso dell’antichità del monumento”, scrive nella missiva.

Sfregiò il Colosseo: le scuse del turista inglese

Il giovane personal trainer che in una calda giornata di giugno aveva inciso la scritta “Ivan+Hayley 23” su un muro del Colosseo ha deciso di chiedere scusa inviando una breve lettera indirizzata alla Procura di Roma e al Sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri.

Nella missiva, i cui contenuti sono stati rivelati da ‘Il Messaggero’, il turista scrive di essere “consapevole della gravità del gesto commesso”, e di voler rivolgere “le più sentite e oneste scuse agli italiani e a tutto il mondo per il danno arrecato a un bene che, di fatto, è patrimonio dell’intera umanità”.

“Ammetto con profondissimo imbarazzo”, prosegue la lettera del giovane, “che solo in seguito a quanto incresciosamente accaduto ho appreso dell’antichità del monumento”: Ivan, 31enne di origine bulgara che risiede in Inghilterra con l’ormai nota fidanzata Haley, sostiene di non sapere che quello che ha deturpato era il muro di uno dei monumenti più famosi d’Italia e del mondo.

Una giustificazione che può sembrare assurda, specialmente dopo l’hype generato dalla notizia di una possibile sfida tra Elon Musk e Mark Zuckerberg tra le antiche mura dell’anfiteatro romano, e che ha già raccolto i commenti indignati della stampa e del popolo dei social – che su Twitter si chiede come mai il turista fosse giunto a Roma, se non per visitare i monumenti simbolo della Capitale.

Cosa rischia il giovane che ha scritto sul muro del Colosseo

Indagato per danneggiamento dei beni culturali, il turista è stato rintracciato a Londra a pochi giorni di distanza dall’increscioso episodio, anche grazie a un’esclusiva del quotidiano britannico ‘Daily Mail’.

Nel momento in cui ha deciso di incidere con una chiave la sua dedica d’amore sul muro del Colosseo, il giovane personal trainer probabilmente non sapeva che in Italia il danneggiamento dei beni artistici e culturali è punito anche con la reclusione tra 2 e 5 anni.

Il ragazzo rischia anche una multa fino a 15 mila euro, e la cosa deve aver avuto un certo peso nella decisione di chiedere scusa a coloro che “con dedizione, cura, sacrificio custodiscono l’inestimabile valore storico e artistico del Colosseo”.

Tra i destinatari della missiva c’è il Sindaco Roberto Gualtieri, che a poche ore dall’accaduto aveva definito il gesto un episodio “gravissimo, indegno e segno di grande inciviltà”, facendo eco alle parole del Ministro Gennaro Sangiuliano, secondo cui quello del turista inglese è stato un “barbaro comportamento che offende tutta la città e tutto il mondo”.

La “leggerezza” del turista straniero: le parole dell’avvocato

La speranza di rintracciare il vandalo e sanzionarlo secondo quanto previsto dalla legge italiana, espressa all’unisono dalle Istituzioni cittadine e nazionali, è stata presto esaudita: Ivan è stato rintracciato a pochi giorni da quando l’evento, presumibilmente avvenuto il 23 giugno 2023, è stato reso pubblico dal video di un altro turista che denunciava il fatto sui social.

A quanto pare, l’idea di chiedere scusa non è dovuta soltanto al timore di dover pagare una multa piuttosto salata: come spiega l’avvocato Alexandro Maria Tirelli, difensore del ragazzo, “ho ritenuto fondamentale far comprendere al nostro assistito il valore morale di una lettera di scuse alla nostra comunità nazionale e alle istituzioni cittadine”.

Secondo le parole dell’avvocato, riportate da ‘Il Messaggero’, “il ragazzo è il prototipo dello straniero che, con leggerezza, crede che in Italia sia permesso tutto, anche quel tipo di azioni che nel Paese di provenienza sarebbe gravemente punito”. Una fenomeno purtroppo sotto gli occhi di tutti, che riporta alla mente la triste e costosa vicenda dei gradini di Trinità dei Monti, oggetto la scorsa estate di immotivati attacchi a suon di monopattini e Maserati lanciati per le scale da turisti forse altrettanto inconsapevoli.