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Scoperta a Porto Cesareo: scheletri di epoca romana in spiaggia

La scoperta sulla battigia di Porto Cesareo, in Salento: una mareggiata rivela i preziosi resti di due scheletri di epoca romana con relative sepolture

Salento: due scheletri di epoca romana sulla spiaggia di Porto Cesareo

Due scheletri umani di epoca romana sono emersi sulla battigia di Porto Cesareo: ad informare le autorità, nel settembre del 2022, alcuni surfisti che si sono accorti della presenza dei resti ossei sul bagnasciuga.

Dopo un primo sopralluogo dell’Ufficio locale marittimo di Porto Cesareo, è stato immediatamente richiesto l’intervento della Soprintendenza: i resti rinvenuti sulla spiaggia di Porto Cesareo, in località Belvedere, appartengono con ogni probabilità a un complesso di sepolture di epoca romana già noto agli archeologi, che si arricchisce di ulteriori preziose testimonianze.

Salento: la mareggiata rivela scheletri di epoca romana

Due scheletri di epoca romana, con relative tombe, sono emersi sulla spiaggia di Porto Cesareo, tra le località più note e apprezzate del Salento. I resti dei due scheletri, tra cui alcune parti di un teschio rimasto vicino al sarcofago scoperchiato, sono stati riportati alla luce da una recente mareggiata sul bagnasciuga di fronte a Torre Chianca, l’antica torre di vedetta della marina ionica, in un’area dove gli esperti avevano già ipotizzato la presenza di una necropoli.

Ad accertare la presenza degli scheletri, dopo la segnalazione, sono stati gli ispettori ambientali dell’Area marina protetta di Porto Cesareo, che hanno subito allertato la Soprintendenza locale. Appurato che si tratta di resti di epoca romana, con ogni probabilità parte della necropoli emersa durante gli scavi del 2019, è stata quindi disposta l’immediata messa in sicurezza delle tombe.

Secondo le autorità, il rischio che i “tombaroli” possano depredare il sito – noto sin dagli anni Sessanta ed estremamente promettente – è piuttosto concreto, motivo per cui l’area del rinvenimento è attualmente monitorata giorno e notte.

Gli scheletri e le tombe emersi dalla sabbia di Porto Cesareo sono inoltre pericolosamente esposti all’azione del mare, che rischia di sottrarli per sempre allo studio degli archeologi, motivo per cui sono tempestivamente disposte le operazioni di recupero dei reperti ossei dispersi.

Secondo i tecnici intervenuti sul luogo dopo la segnalazione, le recenti mareggiate hanno intaccato alcune sepolture di epoca romana, probabilmente risalenti al II secolo d.C., mettendo in luce i preziosi resti oggi riconsegnati alla storia dal mare del Salento lungo la linea di battigia di Porto Cesareo.

Una necropoli romana sulla spiaggia di Porto Cesareo

Le attività di documentazione e recupero saranno svolte dalla Sovrintendenza avvalendosi del supporto tecnico dell’équipe di archeologia subacquea del dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento, guidata dalla professoressa Rita Auriemma, che si occupò di indagare i resti emersi sulla spiaggia salentina nel 2019.

Anche in quell’occasione fu una violenta mareggiata a scoprire le prime tracce di “sarcofagi, fondazioni di strutture murarie, frammenti ceramica” lungo la costa: complice il sempre più preoccupante fenomeno dell’erosione del litorale, le coste salentine stanno iniziando a rivelare quella che sembra a tutti gli effetti una necropoli rimasta sommersa per secoli.

Durante una campagna di scavi del 2021 sono state poi scoperte sepolture, coperchi, stele funerarie e resti di scheletri al centro dell’insenatura compresa tra Torre Chianca e la punta del Belvedere, a circa 2 metri di profondità: una necropoli romana in uso fino alla tarda età imperiale, incastonata tra terra e mare.

“Quanto rinvenuto rappresenta oggi un significativo cambiamento della geografia costiera”, sottolinea la Guardia Costiera di Gallipoli: l’area sommersa era un tempo terraferma e rappresentava la terrazza inferiore di un insediamento antichissimo.

È sull’attuale linea di costa che, a partire dall’Età del Bronzo, nacquero i primi insediamenti di Porto Cesareo: nei pressi della spiaggia in cui è avvenuto l’ultimo rinvenimento sono emerse altre importanti testimonianze di epoca antica. Tra le più significative, l’area archeologica di Scalo di Furno e diversi relitti di navi romane rinvenute, tra mura e resti di pavimentazioni sommersi, sui fondali del mare del Salento.