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A Roma per un giorno sul treno reale

Il pubblico potrà visitare gli eleganti vagoni sui quali hanno viaggiato i reali e i capi di Stato

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Treno Presidenziale

Giovedì 6 giugno sarà possibile visitare lo storico treno Presidenziale sui cui hanno viaggiato i capi di Stato e prima di loro i reali di Casa Savoia.

Un’esperienza unica, resta possibile dalla Delegazione Fai di Roma in collaborazione con la Fondazione FS Italiane che insieme organizzato l’apertura straordinaria dello storico treno in via Giolitti. Il treno Presidenziale era formato da nove delle 12 vetture di tipo 1921 a cassa metallica che componevano il treno Reale, costruito tra il 1928 e il 1933 per volere di Casa Savoia che necessitava di un mezzo di trasporto per spostarsi lungo tutta l’Italia. A costruire le prime tre carrozze, ultimate nel 1929, fu la Fiat che vinse il concorso nazionale per la costruzione di un treno Reale da allestire in occasione delle nozze del principe ereditario Umberto II con la principessa Maria Josè.

Le carrozze del treno Presidenziale sono elegantissime e a suo tempo vennero impreziosite con gli allestimenti realizzati appositamente dai migliori artigiani dell’epoca, usando lavorazioni in bronzo e cuoio, così come intarsi e ricami. I lavori furono seguiti dall’architetto Giulio Casanova della Reale Accademia Albertina di Torino. Nel corso della Seconda Guerra mondiale, gran parte delle vetture vennero danneggiate, per poi essere riportate all’antico splendore dalle officine FS di Porta al Prato e di Voghera.

Il treno Presidenziale è stato restaurato e custodito dalla Fondazione FS ed è il testimone dei grandi mutamenti storici del Paese, dai tempi di Casa Savoia alla prima Repubblica, passando per i conflitti bellici mondiali. Una volta terminata la monarchia, sulle elegantissime carrozze colorate di “Blu Savoia”, venne posta la scritta “Repubblica Italiana” che può rappresentare una sorta di viaggio metaforico, quello che ha accompagnato il Paese fino alla democrazia. Successivamente, il dal treno sono stati eliminati tutti gli stemmi sabaudi e che richiamavano al ventennio, per poi renderlo sempre più moderno. Negli anni ’50, fu dotato di un efficiente sistema telefonico a bordo che permetteva ai viaggiatori di poter comunicare tra loro senza doversi spostare dalle proprie carrozze. Un grande pezzo di storia che sarà aperto al pubblico il prossimo 6 giugno a Roma, in via Giolitti 168. L’ingresso e la visita, dalle ore 18.00 alle ore 22.00, sono a contributo libero.