Il prequel del Trono di Spade girato a Gaeta

Secondo alcune indiscrezioni, la produzione di Bloodmoon vorrebbe girare a Gaeta alcune scene del prequel di Games of Thrones. Ecco i set scelti

Grotta del Turco a Gaeta

Per il momento si tratta solo di indiscrezioni, anche se apparentemente supportate da fonti piuttosto quotate negli ambienti delle produzioni hollywoodiane.

Stando a queste voci, gli sceneggiatori di “Bloodmoon” vorrebbero eleggere l’Italia a sede di alcuni dei suoi set. In particolare, alcune delle scene del prequel de “Il trono di Spade” dovrebbero essere girate a Gaeta, cittadina situata nel sud del Lazio caratterizzata da una storia millenaria e da scorci naturalistici incredibili. Queste caratteristiche avrebbero convinto i produttori della serie a scegliere questo angolo d’Italia come ambientazione della loro prossima serie-kolossal.

“Bloodmoon”, le cui riprese sono già iniziate, racconterà le origini degli Estranei e dei Figli della Foresta, in un universo nel quale Approdo del Re ancora non è stato creato. In questa ambientazione, però, non ci sarà spazio per Jon Snow e degli altri protagonisti di Games of Thrones. La serie sarà ambientata 5.000 anni prima delle vicende narrate nei libri di George R.R. Martin, così da spiegare ai fan gli antefatti che hanno poi portato agli scontri, ai sotterfugi e alle faide familiari per conquistare il trono di spade.

E cosa c’entra Gaeta con tutto ciò? Secondo i soliti ben informati, alcuni membri della produzione avrebbero chiesto informazioni su alcune location della costa laziale e avrebbero già presentato tutte le richieste necessarie per ottenere le autorizzazioni del caso. Nello specifico, alcune scene di Bloodmoon dovrebbero essere girate tra la Grotta del Turco e il Santuario della Montagna spaccata, poco fuori dalla cittadina costiera laziale.

Due luoghi magici distanti poco più di 100 chilometri da Roma, che hanno letteralmente stregato gli sceneggiatori di Bloodmoon. Vista la loro storia, non poteva essere altrimenti. La Montagna spaccata è dominata dal Santuario della Santissima Trinità, una località mistica dove si sono fermati a pregare Papi, prelati e regnanti come Pio IX, Bernardino da Siena, Ignazio di Loyola, Leonardo da Porto Maurizio, San Francesco e San Filippo Neri.

La Grotta del Turco, invece, è una fenditura che spacca in due la montagna e permette di arrivare sino al livello del mare. Per raggiungerlo si dovrà utilizzare la scalinata di circa 300 gradini: una discesa (e risalita) faticosa, ma una volta giù si sarà ampiamente ripagati. Nelle giornate di sole, il mare all’interno della grotta assume colorazioni che vanno dall’azzurro intenso al turchese. Un vero e proprio spettacolo della natura che, siamo sicuri, avrà lasciato a bocca aperta anche i produttori di Bloodmoon.