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9 milioni di italiani sono a rischio evento estremo: l'allarme

L'allarme lanciato dal report Cities on the route to 2030 pubblicato da Carbon Disclosure Project: nove milioni di italiani sono a rischio evento estremo

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Il report “Cities on the route to 2030” pubblicato da Carbon Disclosure Project, nel quale è stato analizzato un campione di 800 città in tutto il mondo, ha rivelato che 9 milioni di italiani sono a rischio evento estremo.

Cambiamento climatico: il focus in Italia

In quasi tutto il territorio italiano si è registrato un aumento di eventi estremi (nel 2020 sono stati 1499). Su 18 città d’Italia prese in esame da Carbon Disclosure Project, 14 sono dotate di un Piano di adattamento climatico. La maggior parte di queste città italiane si trovano nelle regioni centro-settentrionali, in particolare in Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Parma, Rimini), Toscana (Prato, Lucca, Firenze), Abruzzo (Aquila, Chieti), Liguria (Genova, La Spezia), Veneto (Venezia, Padova). Sparse, poi, compaiono Milano, Roma, Torino, Bolzano e Napoli.

Dopo il Regno Unito e il Portogallo, l’Italia risulta essere la nazione con il maggior numero di città che hanno divulgato informazioni sul tema del cambiamento climatico.

La situazione a Torino, Firenze e Roma

Le città di Torino e Firenze sono le più virtuose in Italia. Entrambe sono già inserite nella prestigiosa A-list di CDP, che include le 88 città che hanno intrapreso le azioni più efficaci in fatto di adattamento e mitigazione.

Firenze punta a diventare la capitale della mobilità elettrica, mentre Torino ha deciso di puntare sulla mobilità alternativa e ha già realizzato duemila km di piste ciclabili. Entrambe le città, poi, hanno aumentato le aree verdi cittadine e stanno lavorando sulla produzione di energia pubblica pulita.

Roma è tra le città più “sofferenti” in Italia. La Capitale, formalmente, è provvista di un piano di adattamento climatico, ma la situazione, stando a quanto riportato da ‘La Repubblica’, è stagnante e la città, senza un piano di adeguamento climatico, rischia di ritrovarsi con risorse idriche insufficienti, come già successo nel 2017.

Le città di Roma, Napoli, Bologna e Firenze hanno fatto riferimento alla scarsità di finanziamenti e fondi disponibili come uno degli ostacoli alla realizzazione di piani adeguati.

Il commento di Mirjam Wolfrum, direttrice del settore policy engagement per CDP Europa: “Emerge una certa difficoltà ad accedere ai finanziamenti esistenti, ma anche una scarsa conoscenza delle possibilità di finanziamento alternativo. Per esempio, la collaborazione tra pubblico e privato. In queste 18 città vivono circa 9 milioni di persone. È di importanza cruciale condurre valutazioni di rischio e vulnerabilità ed è anche importante che ci sia collaborazione e coordinamento a livello locale, tra regioni e città”.