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Nel mare di Palinuro è stata trovata un'anfora romana

Al largo delle coste di Capo Palinuro, un sub ha trovato un'antica anfora romana ad 81 metri di profondità: è una scoperta davvero sensazionale

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Giulia Sbaffi

Giulia Sbaffi

Web content writer

Web content writer appassionata di belle storie e di viaggi, scrive da quando ne ha memoria. Curiosa per natura, le piace tenersi informata su ciò che accade intorno a lei.

Capo Palinuro

Incredibile scoperta archeologica al largo di Capo Palinuro, una delle più suggestive località del Cilento: durante un’immersione, il sub Marco Cammardella ha trovato un’antica anfora romana all’interno di un relitto che, a quanto pare, conterrebbe un ricco carico. Al momento non è nota l’esatta posizione del ritrovamento, ma è un altro esempio della ricchezza dei fondali del mar Mediterraneo, che conservano preziosissimi reperti storici.

Il ritrovamento dell’anfora a Palinuro

Marco Cammardella, 32 anni, è un esperto sub che non fa mistero della sua smisurata passione per il mondo sottomarino. Dopo anni di allenamento, è in grado di arrivare a profondità notevoli persino senza bisogno di attrezzatura specifica, un talento che finora gli è tornato molto utile. Tanto che, proprio di recente, ha collaborato alle operazioni di individuazione di un’antica ancora romana.

Stavolta, invece, ha fatto tutto da solo: durante una delle sue avventure in mare aperto, al largo della costa di Capo Palinuro, il sub si è immerso in apnea senza l’uso di bombole o zavorre mobili. Raggiunta una profondità di 81 metri, Marco ha individuato un relitto e, al suo interno, un’antica anfora d’epoca romana. Dopo averla portata a galla e caricata sulla sua barca, ha posato per una foto ricordo che Cammardella ha voluto per immortalare questo momento così speciale.

L’anfora risale al 2.000 a.C. ed è integra, presentando solo una leggera smussatura. A quanto pare, i fondali marini sono riusciti a preservarla per migliaia di anni. Ed è per questo motivo che Marco Cammardella, dopo averla ammirata a lungo, ha deciso di riportarla nell’esatto luogo in cui l’aveva trovata poco prima, di nuovo nelle profondità del mar Mediterraneo. “L’abbiamo messa di nuovo in fondo al mare, nella barca dov’era” – ha affermato il sub.

Un gesto davvero nobile, perché permette di conservare l’integrità del sito in cui è avvenuta la scoperta. Nel pieno rispetto delle normative sui beni archeologici sommersi, dunque, l’anfora è ora tornata là dove è rimasta per tantissimo tempo, in attesa che qualcun altro la scopra. E forse ci vorranno ancora molti anni, visto che non sono note le coordinate del ritrovamento.

Il relitto e gli altri reperti

Marco Cammardella non è nuovo ad imprese di questo genere. Nel tratto di mare tra Palinuro e Pisciotta, ha già rinvenuto altri reperti archeologici di grande importanza. Sa bene, dunque, quanto sia utile per questi oggetti restare sul fondale affinché l’intero sito del ritrovamento sia preservato nella sua integrità. E, a quanto pare, là sotto c’è davvero molto da custodire.

“Lì c’è una nave che ha un carico di anfore, ed è nelle acque di Palinuro” – ha spiegato Cammardella, fiero della sua impresa. Si tratta di un antico relitto, probabilmente un’imbarcazione commerciale, affondato alcuni millenni fa assieme al suo prezioso carico di terracotte destinate a chissà quale altro mercato dell’epoca. Insomma, uno dei tanti tesori che ancora oggi il mar Mediterraneo custodisce gelosamente.

Il luogo esatto in cui è avvenuto il ritrovamento non è ancora stato svelato. Marco, infatti, intende così preservare il sito dal possibile intervento di altri sub che vogliano fare razzia dei preziosi cimeli d’epoca romana. A quanto pare, neanche le autorità sono a conoscenza delle coordinate geografiche: Cammardella è intenzionato a tenere per sé questa scoperta, almeno ancora per un po’.