La città di Osimo è un gioiello sotterraneo dove rivivono i Templari

Simboli esoterici, percorsi di luce, forte suggestione. I sotterranei di Osimo, in provincia di Ancona, sono pieni di fascino e mistero

La città di Osimo è un gioiello sotterraneo dove rivivono i Templari

Arroccata su una delle belle colline delle Marche, Osimo, terra dove mistero e bellezza si uniscono in un rapporto indissolubile, è meta prediletta per turisti che amano enigmi e arcani segreti. In epoca romana, la bella città situata in provincia di Ancona era conosciuta come Auximum, strategico avamposto romano in territorio piceno. Oggi le mura, le strade e gli antichi edifici suggeriscono allo sguardo attento e curioso l’antica influenza romana, tra cui spicca la collezione di statue prive del capo che spiega il nomignolo affibbiato agli Osimani di “senzatesta”.

Ma il vero tesoro della città si sviluppa sottoterra. Il sottosuolo di Osimo è un dedalo di fascino e mistero che trasuda esoterismo da ogni anfratto. A pochi metri di profondità, un intricato labirinto unisce i palazzi più famosi della città: le residenze signorili un tempo dimora delle nobili famiglie dei Campana, dei Riccioni e Simonetti sono collegate da un filo rosso sotterraneo denso di incanto.

I primi cunicoli vennero scavati più di 2.500 anni fa dalle popolazioni autoctone per realizzare nel sottosuolo tufaceo sentieri difensivi e passaggi segreti. Negli anni a venire questo luogo carico di suggestione venne ampliato e utilizzato dai Templari e dai Cavalieri di Malta per i propri riti di iniziazione.

Camminare nell’oscurità, in un caleidoscopio di strade buie alla ricerca di una via d’uscita segnalata da barlumi di luce, oltre ad essere una prova di coraggio, rappresentava un vero e proprio rito di purificazione, un simbolo del passaggio da un’anima mortale all’aspirazione all’illuminazione. Una serie di statue che rappresentano varie divinità pagane, come Bacco o l’antico dio Mitra, confermano la sacralità e l’esoterismo di cui è composto il sottosuolo di Osimo.

Tra le 88 grotte che si estendono su oltre 9.000 metri di superficie sono numerosi i simboli che richiamano la presenza dei cavalieri templari. Impressi nella roccia ci sono anche disegni quadrangolari, rappresentanti una triplice cinta, che qualcuno riconosce come simboli del continente perduto di Atlantide o del Tempio di Salomone. Tra le grotte è possibile riconoscere anche il disegno di una sirena a due code, ribattezzata “Melusina”, altri chiaro simbolo dei templari.

Serpenti, leoni, uomini barbuti, divinità del pantheon greco, riferimenti ai tarocchi e al libro dei morti di Toth, il sottosuolo di Osimo può essere considerato un compendio di esoterismo, un crocevia del mistero italiano, un fitto labirinto di enigmi che anima il dibattito sulla destinazione d’uso di queste grotte così cariche di fascino misterioso che tutt’oggi affascinano e ammaliano migliaia di persone amanti del mistero.

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