I Savoia e il "tesoro" conteso: l'annuncio di Emanuele Filiberto

Nuovi sviluppi sul caso dei gioielli di casa Savoia custoditi dal 1946 nel caveau della Banca d'Italia: è arrivato l'annuncio di Emanuele Filiberto

Emanuele Filiberto

Emanuele Filiberto di Savoia, figlio di Vittorio Emanuele e di Marina Doria e nipote dell’ultimo re d’Italia, Umberto II di Savoia, ha deciso di intervenire pubblicamente per far chiarezza sulla notizia della rivendicazione dei gioielli di Casa Savoia custoditi dal 1946 nel caveau della Banca d’Italia, che aveva scatenato numerose reazioni anche sui social network. Lo ha fatto con un’intervista concessa al ‘Corriere della Sera’.

Il caso dei gioielli di casa Savoia: Emanuele Filiberto fa chiarezza

Nell’intervista, Emanuele Filiberto ha chiarito che la rivendicazione dei gioielli di Casa Savoia “non è un atto ostile verso l’Italia, tantomeno verso il premier Mario Draghi”. Il nipote dell’ultimo re d’Italia ha aggiunto: “Ha tutta la stima della famiglia Savoia e personalmente ricordo di aver già affrontato con lui il tema dei gioielli anni fa”.

Emanuele Filiberto ha spiegato: “Non è una decisione dell’ultimo minuto, ma maturata con calma. Da tempo stavamo valutando questa mossa, si sono parlati mio padre con le sorelle e hanno affidato all’avvocato Sergio Orlandi l’incarico di una mediazione”.

Il primo incontro di mediazione è andato in scena martedì 25 gennaio, ma non è andato a buon fine. Bankitalia, infatti, ha respinto il tentativo di mediazione, rispondendo che la decisione spetta alle istituzioni della Repubblica.

La posizione dei Savoia in merito ai gioielli custoditi nel caveau della Banca d’Italia è netta. Le parole di Emanuele Filiberto non lasciano spazio ai dubbi: “Su questa battaglia la famiglia è molto unita. Anche perché 75 anni dopo quel 1946 era tempo di venire allo scoperto per chiedere indietro quanto è di Casa Savoia. Non chiediamo indietro nulla agli italiani, solo la restituzione di beni privati di famiglia. Come è stato restituito negli anni alle ex famiglie regnanti di Jugoslavia o Bulgaria, persino agli eredi degli zar di Russia”.

Il figlio di Vittorio Emanuele ha aggiunto: “Sono gioielli ricevuti come dono di nozze o acquistati dai Savoia oppure ancora ricevuti come donazione. Tant’è che la XIII disposizione transitoria finale che ha avocato allo stato altri beni di Casa Savoia non ne parla”.

La famiglia Savoia, ha spiegato Emanuele Filiberto, è pronta a portare avanti la battaglia per i gioielli “fino alla Corte Europea, se sarà necessario”.

Il nipote dell’ultimo re d’Italia ha poi ricordato che “già al tempo dei Giochi invernali di Torino 2006 anche la Regione Piemonte s’interessò per poter esporre a Torino i gioielli. Da Bankitalia non ci furono questioni ma tutto si bloccò perché serviva il nullaosta della presidenza del Consiglio”.

Quale futuro per il “tesoro” dei Savoia nel caveau della Banca d’Italia?

Emanuele Filiberto, nell’intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’, ha parlato anche dei possibili piani futuri per i gioielli attualmente custoditi nel caveau della Banca d’Italia, in via Nazionale a Roma. Il suo annuncio: “L’importante è che, dopo averli tenuti sotto chiave per 75 anni tornino alla luce, possano essere visti. Il primo passo è che ce li restituiscano, poi decideremo in quale forma renderli di fruizione pubblica. Penso anche a un museo. Intanto adesso andiamo avanti, pronti a portare la cosa alla Corte Europea”.