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Coronavirus, la pizza con mozzarella vietata nei forni di Roma

Una circolare specifica che non è consentita la preparazione di pizze condite o farcite

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Coronavirus, perché i forni di Roma non vendono pizza con mozzarella

Tra i provvedimenti adottati in tutta Italia per fermare la rapida diffusione del Coronavirus, ha fatto molto discutere, negli ultimi giorni, la circolare inviata alla Polizia Locale di Roma, in cui si precisano alcuni punti del decreto dell’11 marzo.

Il passaggio finito al centro delle polemiche, che ha lasciato perplessi sia i consumatori che gli esercenti, riguarda i panifici della Capitale, che possono restare aperti rispettando determinate regole. Tra queste, il divieto di sfornare la pizza con la mozzarella e altre pizze farcite.

Come si legge nel documento, pubblicato sul sito della Confcommercio di Roma, “si conferma che l’attività di laboratorio di panificazione può essere esercitata. Tale attività comprende oltre alla preparazione di vari tipi di pane e grissini, anche la preparazione di pizza e focacce tipiche di panificazione sia bianche (semplici o condite con olio e rosmarino) sia rosse (condite al pomodoro ed olio) e di pasticceria secca. Non si deve considerare compresa la pizza condita e farcita diversamente”.

Pertanto, i forni della Capitale non possono preparare pizze come la tanto amata margherita o la pizza ai quattro formaggi, ad esempio. Nella circolare viene inoltre specificato che non è consentito ai clienti dei forni il consumo dei prodotti sul posto né alcuna altra forma di somministrazione.

La tipologia di prodotti ammessi nei panifici è stata limitata, dunque, a quei prodotti base che i forni capitolini hanno sempre proposto (come appunto la pizza bianca, semplice o condita con olio e rosmarino, e la pizza rossa condita con pomodoro e olio), in versione impacchettata e da asporto. Diverso, invece, il discorso per le pizze farcite consumabili sul posto: per questi prodotti, infatti, vige il divieto.

La decisione ha fatto scalpore a Roma, dove è consolidata l’abitudine di acquistare e consumare in loco la famosa pizza in teglia, grande protagonista sui banconi delle tante pizzerie a taglio che spopolano nella Capitale. La nuova stretta dovuta all’emergenza Coronavirus ha disposto, però, la chiusura dei servizi di ristorazione (compresi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), limitando il servizio alla “sola consegna a domicilio, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto senza alcuna limitazione oraria”.

A farne le spese sono stati anche i fornai, che hanno visto limitata la loro offerta in questo periodo di emergenza.