Natale col blackout in Italia? Scatta l'allarme

L’Italia rischia un blackout per Natale. Gli esperti lanciano l’allarme: la crisi energetica, che va ben oltre il caro bollette, richiede l’impegno di tutti

Rischio blackout a Natale, scatta l'allarmeA partire dal primo Ottobre scatteranno i rincari sulle bollette di energia elettrica e fornitura di gas naturale. L’aumento, in bolletta, sarà di circa il 30% per quanto riguarda l’energia elettrica e del 14,4% per il gas, ha recentemente comunicato l’Arera, l’Authority di regolazione per l’energia, l’acqua e i rifiuti.

Lo scenario che ne consegue non è esaltante: si stima che le famiglie pagheranno circa 350 euro in più ogni anno per la fornitura di elettricità e gas, a fronte di difficoltà sempre più serie nell’approvvigionamento delle materie prime dall’estero, cosa che potrebbe condurre ad un blackout nei mesi invernali.

Perché l’Italia rischia il blackout?

All’inizio del 2021 l’Europa ha rischiato un blackout di dimensioni mai viste prima: un calo di tensione sulla rete elettrica in Romania avrebbe potuto avere serie ripercussioni sul vecchio continente, con effetti potenzialmente drammatici.

Il pericolo è stato sventato soltanto grazie ad Italia e Francia, che hanno “spento” quegli impianti energivori, come acciaierie e cementifici, che sono definite attività “interrompibili” in caso di emergenza.

La mente corre al 2003, a quel mattino di Settembre in cui l’Italia si svegliò completamente priva di energia elettrica per via, si dice, di un albero caduto in Svizzera. Potrebbe succedere di nuovo, e stavolta non a causa di incidenti imprevedibili come quello di quasi vent’anni fa.

Ma cosa potrebbe condurre l’Italia al rischio blackout proprio in prossimità del Natale? Curiosamente, un blackout può essere provocato dalla troppa domanda di energia tanto quanto dal crollo della stessa.

Se il blocco delle attività non essenziali durante le prime fasi della pandemia aumentava di molto la possibilità di interruzioni nella fornitura di energia elettrica e gas, poiché molte centrali termoelettriche preferivano la chiusura, ad oggi il rischio blackout è dovuto ad un uso troppo intensivo delle risorse naturali.

Più precisamente, secondo gli analisti i fattori che mettono l’Italia a rischio blackout per Natale sono due: il rigido inverno passato, che ha condotto a consumare tutte le scorte di energia, e la sempre più grave difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime dall’estero.

La crisi energetica può spegnere il Natale?

Oltre ai pesanti rincari in bolletta, lo scenario per l’inverno è toccato da altri possibili inconvenienti: c’è innanzitutto il problema della Cina che, gravata da una crisi energetica senza precedenti, impone al nostro Paese un importante calo delle importazioni di materia prima che potrebbe avere grandi conseguenze sul tessuto produttivo italiano – letteralmente a corto di energia.

La serie di sfortunati eventi che lascia parlare i tecnici di “rischio blackout” include anche le avverse condizioni climatiche: i paesi scandinavi, in particolare, hanno prodotto pochissimo eolico per via di una stagione dai venti troppo deboli, mettendo in difficoltà l’approvvigionamento europeo di energie rinnovabili.

Come spiega Francesco Guerrero a Open, “l’unica soluzione è quella proposta da Jeff Currie di Goldman Sachs”: si tratta della cosiddetta “distruzione della domanda” di energia, ovvero di un importante calo dei consumi da parte di industria e cittadini.

La scarsità di materie prime a livello globale, con conseguente aumento generalizzato dei costi, è oggi alla prova di un Paese in corsa per la ripartenza post-Covid: quella dell’approvvigionamento di energia sarà nei prossimi mesi una sfida difficile per tutti i Paesi europei.

Il rischio di passare un Natale al buio c’è, dicono gli esperti. D’altro canto, abbiamo la ricetta per evitare il peggio: consumare meno, per quanto possibile.

Stop alle luci accese dove non serve, dunque, almeno fino a Natale. Una rinnovata attenzione all’uso degli elettrodomestici e degli impianti di climatizzazione, insieme alla chiara coscienza che la crisi energetica riguarda tutti, senza esclusione, sapranno guidarci verso uno stile di vita più compatibile con lo scenario attuale.

Il comportamento virtuoso di aziende e cittadini può fare la differenza. Non c’è poi alcun motivo di credere che l’infrastruttura italiana non sia in grado di gestire la criticità, lasciando agli italiani la gioia di un inverno rischiarato dalle luci del Natale.