Valpolicella, la Villa dei Mosaici sarà un parco archeologico

La Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella, in provincia di Verona, diventerà un parco archeologico immerso tra le splendide vigne del Veneto

Villa Mosaici Negrar

La Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella, in provincia di Verona, sarà un parco archeologico. Nel comune veneto sono stati scoperti metri e metri di tessere colorate che decoravano i pavimenti di un vestibulum risalente al III secolo dopo Cristo.

La scoperta, avvenuta nel maggio del 2020, ha fatto il giro del mondo: tanti mosaici di diversi colori sbucati sotto un metro e mezzo di terra tra le vigne di amarone, nel più classico dei panorami del Veneto. Una volta riportati alla luce, i mosaici hanno permesso di riscoprire la grande e lussuosa villa romana nel cuore della zona vitivinicola veronese.

La Villa dei Mosaici diventa un parco archeologico

Ormai ribattezzata come la Villa dei Mosaici, quella di Negrar di Valpolicella era una classica villa del III secolo dopo Cristo dalle dimensioni così grandi che ancora adesso non è stato possibile determinarne l’estensione totale. Per il comune in provincia di Verona si tratta di una scoperta eccezionale, un vero miracolo che per importanza può rivaleggiare con gli splendori romani del centro e del sud Italia.

Gli scavi continueranno anche nei prossimi mesi: si lavorerà a oltranza per portare alla luce tutti i mosaici e i resti della meravigliosa villa romana. L’obiettivo, inoltre, è quello di valorizzare la grandiosa scoperta, dando vita a uno splendido parco archeologico tra le vigne del Veneto. In tal senso, il Ministro della Cultura Dario Franceschini ha assicurato l’impegno da parte del Ministero dei Beni Culturali affinché venga realizzato il parco archeologico.

Mosaici Villa Negrar

La storia della Villa dei Mosaici è lunga, bellissima e piena di curiosità. Risale al lontano 1887 quando nella zona della campagna veronese si videro affiorare antichi mattoni e intonaci e dai scavi emersero anche tre mosaici figurati e pregiati, portati via dal Museo Archeologico di Verona.

Le piogge incessanti del 1922 provocarono uno smottamento del terreno che rivelò la presenza di altri mosaici. Questo avvenimento portò a un nuovo scavo diretto dall’archeologa Tina Campanile che mise in luce un’ampia  porzione del settore residenziale della villa. Ancora una volta fu tutto rinterrato e con il passare del tempo si perse anche l’ubicazione esatta della villa.

Nel 1975 fu un ulteriore rinvenimento casuale dei mosaici, durante la costruzione dell’abitazione dei proprietari del terreno. Anche in quell’occasione non si continuò a scavare fino al 2018, quando Gianni De Zuccato, l’archeologo responsabile di zona per la Soprintendenza, riuscì a riprendere in mano le indagini con prospezioni geofisiche che hanno portato alla scoperta definitiva dei mosaici nel maggio del 2020.

Scavi Villa Mosaici Negrar