Turismo, città d'arte italiane deserte: i numeri della crisi
L'emergenza Coronavirus ha dato un brutto colpo al turismo in Italia e, in particolare, alle nostre città d'arte: tutti i numeri della crisi

Città d’arte italiane deserte per l’estate 2020: l’emergenza Coronavirus ha dato un duro colpo al turismo italiano e in particolare, ma non solo, alle città che fanno dei loro monumenti e musei la loro principale attrazione.
L’Enit, l’Agenzia Nazionale del Turismo, ha stimato che nel 2020 si registrerà un crollo degli arrivi di visitatori dall’estero pari al 55%, con un buco di 23 miliardi per le entrate del nostro Paese. Nel 2019 sono stati ben 64 milioni gli stranieri che hanno scelto l’Italia per le loro vacanze. Quel numero, ora, è però solo un lontano ricordo. Stando a un calcolo effettuato dall’Enit, i biglietti aerei acquistati per venire in Italia fino al 19 luglio sono in calo del 91,4%. E Federalberghi prevede un calo dell’81% delle presenze straniere in hotel per il 2020.
Tra le città che hanno risentito, risentono e continueranno a risentire maggiormente del calo di turisti c’è Venezia, dove l’88% degli ospiti arriva proprio da fuori i confini italiani. Durante il lockdown, le acque del canale di Venezia sono apparse più limpide che mai. Questo fenomeno ha lasciato a bocca aperta i cittadini veneti ma tutto ciò non è bastato, però, a rilanciare il turismo in ingresso una volta terminata la quarantena. Gli hotel a Venezia sono ora occupati solo per metà.
Non va meglio a Firenze, dove si registra un calo di 900mila pernottamenti. A Milano i negozi di via Montenapoleone, dove nell’era pre-Coronavirus transitavano 20 mila turisti stranieri ogni giorno (per una spesa media per scontrino pari a 1.800 euro), oggi sono quasi vuoti.
In assenza di stranieri, il turismo del nostro Paese prova a resistere con le vacanze degli italiani in Italia. Secondo una recente indagine realizzata da Confturismo-Confcommercio, le nostre vacanze estive 2020 saranno brevi, dalla durata massima di 3 giorni. Le mete preferite sono le località di mare (seppur in calo rispetto al 2019) e poi i luoghi di montagna (in crescita di 5 punti percentuali rispetto a 12 mesi fa).
Anche quest’indagine conferma la crisi delle città d’arte italiane: solo il 15% degli intervistati ha dichiarato di avere intenzione di visitare monumenti e musei in occasione delle sue vacanze estive 2020. Nel 2019% la percentuale di turisti che aveva optato per questa soluzione era pari al 37%.
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