Raro esemplare di Ibis Eremita a Vedano Olona: ha fatto 970 km

Un raro esemplare di Ibis Eremita è stato avvistato a Vedano Olona. L'uccello fa parte di una specie quasi estinta e che è oggetto di ripopolamento

Ibis Eremita

Un esemplare di Ibis Eremita, una rara specie di uccello gregario, è stato avvistato a Vedano Olona dopo aver percorso 970 km tra Italia e Svizzera. L’animale è rintracciabile grazie al sito Animaltrack che permette di seguire ogni giorno i suoi spostamenti.

Ibis Eremita a Vedano Olona

Considerato una specie quasi estinta l’Ibis Eremita (Geronticus eremita) è un uccello caratterizzato da un becco lungo e ricurvo ed era spesso presente nella simbologia e nella mitologia dell’Antico Egitto.

Un magnifico esemplare di Ibis, chiamato Ohnezahn, è arrivato sino a Vedano Olona (Varese), dopo aver viaggiato per quasi 970 km. L’animale, in quanto specie rara, è dotato di un radiocollare e tramite il sito Animaltrack è possibile monitorare tutti i suoi spostamenti.

Questa tecnologia ci ha permesso di sapere che a maggio Ohnezahn si trovava nei pressi del Lago Maggiore tra Italia e Svizzera. Da lì l’uccello si è spostato prima nel Canton Ticino tra Locarno e Sementina e poi verso l’Italia, in particolare nelle zone tra la Lombardia e la Toscana.

Alla scoperta dell’Ibis Eremita

In natura esistono due tipi di Ibis. In Medio Oriente, e in particolare in Egitto, è diffuso l’Ibis Sacro africano (Threskiornis aethiopicus Latham), un animale con corpo bianco e testa nera; in Europa, invece, si trova l’Ibis Eremita (Geronticus eremita) come Ohnezahn, un uccello dal colore nero con un ciuffo un po’ arruffato dietro la testa. La presenza di questo animale è segnalata in Europa sin dal 1600 nei territori della Svizzera, dell’Austria e della Germania meridionale.

Negli ultimi secoli, l’Ibis Eremita si era quasi del tutto estinto e se ne trovavano degli esemplari solo negli zoo e nei giardini privati. Dal 2011, però, è attivo un progetto europeo che ha l’obiettivo di reintrodurre l’animale nelle nostre terre.

Essendo vissuto per anni in cattività l’Ibis aveva conservato il suo istinto migratorio ma dal punto di vista pratico non era più in grado di migrare. I piccoli esemplari di uccelli, infatti, solitamente imparano le rotte migratorie dai genitori e una volta divenuti adulti le trasmettono ai loro figli. Tuttavia l’Ibis Eremita dopo anni in cattività non conosceva più le rotte.

I ricercatori, però, erano considerati dai piccoli Ibis come una figura da poter seguire dato che questi si erano presi cura di loro si da quando erano piccoli. È per questo motivo che alcuni ricercatori hanno deciso di salire a bordo di un velivolo e di trasmettere la rotta migratoria agli esemplari più grandi portandoli fino alla Toscana. Si spera che questi Ibis insegneranno ai più piccoli “la strada” restituendo così alla specie animale una sua fondamentale caratteristica.