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Morgia di Pietravalle, Pietracupa e Tratturo: Molise da scoprire

Itinerario nell'entroterra del Molise: dalla Morgia di Pietravalle alla "Betlemme molisana" sulle orme dei Sanniti e della civiltà della transumanza

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Alcuni si riferiscono al Molise come al “selvaggio West” d’Italia: le bellezze naturali ed i preziosi segni della storia antica che attraversano la terra dei Sanniti lungo le vie dei pastori sono in effetti forse tra i tesori meglio custoditi d’Italia, in un territorio in cui la natura domina ancora sovrana sui costumi degli uomini.

Il territorio montano della piccola regione che affaccia sull’Adriatico ospita oasi naturali e parchi naturali, borghi incantati e meraviglie inaspettate, in uno scenario naturale realmente incontaminato – di quelli difficili da incontrare altrove.

Il nostro itinerario corre lontano dal mare, nell’entroterra più selvaggio e suggestivo della regione: dal Parco delle Morge a Pietracupa, fino a intercettare il Regio Tratturo Castel di Sangro-Lucera, il nostro è un viaggio che si spinge nel cuore più profondo del Molise, lungo le vie che furono di briganti e pastori.

Qui la fitta rete di ospitalità molisana è fatta di rifugi, B&B, agriturismi e piccole strutture ricettive immerse nella natura che sanno coccolare gli avventori come in pochi altri angoli del Paese: il Molise che visiteremo è fatto di lunghe giornate di cammino immersi nella natura e di conviviali serate in paese – tra formaggi tipici (introvabili altrove) e ottimi vini di montagna.

  • Tappa 1. La Morgia di Pietravalle
  • Tappa 2. Pietracupa, la Betlemme molisana
  • Tappa 3. Il Regio Tratturo Castel di Sangro-Lucera

Tappa 1. La Morgia di Pietravalle

Le morge sono formazioni rocciose emerse dalle profondità del mare milioni di anni fa, quando si andavano alzando i rilievi delle catene montuose del continente europeo. Le punte litiche che si stagliano all’orizzonte delle alture molisane sono la suggestiva testimonianza della storia più antica del pianeta, ma anche del profondo rapporto con gli uomini che abitarono queste terre in epoche lontane.

Il Parco delle Morge cenozoiche del Molise comprende undici comuni tra le valli del Trigno e quelle del Biferno. Una delle morge più caratteristiche del Parco è la Morgia di Pietravalle, detta anche Morgia dei Briganti, nella foto, che si trova negli immediati pressi dell’omonimo agriturismo, nel territorio di Salcito.

Qui sono ben visibili le cavità artificiali, con i loro innesti in legno e in pietra, che nel corso dei secoli hanno fornito ristoro per i pastori, abitazioni per i contadini e rifugio ai briganti. Secondo la tradizione, nei pressi della Morgia esisteva una chiesa dedicata a San Lorenzo, ad accreditare l’ipotesi archeologica che proprio sulla Morgia di Pietravalle insistesse l’antico castrum longobardo di Sancti Laurentii. L’abitato rupestre che si sviluppò in seguito sul versante meridionale della Morgia fu probabilmente un punto di ricovero per la transumanza, oltre che per i briganti.

Volendo concedersi una gentile deviazione verso le tracce dell’antica storia dei Sanniti e della vita eremitica che animò sin dall’anno mille le alture della valle del Trigno, troviamo a pochi chilometri da Pietravalle due dei gioielli meno noti e più affascinanti della regione: Pietrabbondante, con il suo teatro sannitico e il tempio italico a strapiombo sulla valle del Trigno, e i resti del monastero di San Benedetto de Iumento Albo, nelle vicinanze di Civitanova del Sannio.

La Morgia di Pietravalle, in provincia di Campobasso

Tappa 2. Pietracupa, la Betlemme molisana

A soli 5 chilometri da Salcito sorge uno dei borghi più caratteristici del Medio Sannio: arroccato ai piedi del monte, dominato da un’imponente morgia, spicca Pietracupa, la piccola “Betlemme molisana”.

Pietracupa, nella foto sotto, è un piccolo paese di chiaro stampo rurale in cui a farla da padrone è la coltivazione della vite, di cui la valle del Trigno è importante rappresentante: qui vengono prodotti soprattutto vini a bacca nera, tra cui le declinazioni molisane di Montepulciano e Aglianico.

La magia di Pietracupa è fortemente legata alla sua grotta, che fu storicamente dimora, sede del Tribunale dell’Inquisizione e prigione e che è oggi la scenografia di una importante natività molto realistica, allestita ogni anno per la Vigilia di Natale, cui si deve l’epiteto di piccola Betlemme molisana. Utilizzata dagli abitanti del paese come rifugio dai bombardamenti aerei durante i conflitti mondiali, negli anni Settanta la grotta è stata restituita alla comunità come luogo di preghiera, sotto il nome di Chiesa Rupestre di Sant’Antonio Abate, nota anche come la Cripta.

L’altare circolare attorno al quale sono disposti i banchi è un’antica macina, proveniente dal vecchio mulino del paese. Nella suggestiva cripta sono ancora visibili le tracce del fu tribunale della fede, tra cui l’iscrizione che accompagna all’ingresso della suggestiva chiesa scavata nella roccia.

Pietracupa, la

Tappa 3. Il Regio Tratturo Castel di Sangro-Lucera

Il percorso del Tratturo che collega Castel di Sangro e Lucera è lungo 127 chilometri: per percorrerlo a piedi dovremmo prevedere un soggiorno di almeno una settimana, perché le tappe del percorso sulle orme dei Sanniti sono lunghe e da approcciare con la giusta calma.

Le piane molisane offrono qui scenari mozzafiato, ma certo non è la confortevole ombra dei viali alberati che troveremo nel “wild west” italiano: il ristoro e l’ospitalità, e della più alta qualità, li incontreremo in serata – giungendo dopo le lunghe camminate della giornata nei borghi attraversati dal Tratturo, tra masserie, locande e bar di paese.

Il Cammino sul Regio Tratturo Castel di Sangro-Lucera è suddiviso in otto tappe ufficiali, corrispondenti ai borghi lungo l’antica via dei Sanniti: Castel di Sangro, Roccasicura, Civitanova del Sannio, Castropignano, Toro e Pietracatella in territorio molisano; San Marco La Catola e Motta Montecorvino – già in provincia di Foggia – a segnare l’ingresso in Puglia sui Monti della Daunia.

Il percorso sulle orme dei Sanniti si snoda su un Tratturo Regio, che poteva cioè contare su un’ampiezza media di 60 passi napoletani, corrispondenti a 111 metri. Il tratto che ci apprestiamo a percorrere è stato oggetto di varie usurpazioni da parte delle vie stradali principali – che in alcuni punti dovremmo necessariamente attraversare – ma è particolarmente ricco di testimonianze storiche, artistiche e naturali che parlano a gran voce dell’antica civiltà della transumanza.

Masserie, fontane, edifici solitari, rovine e casali, ponti a schiena d’asino che attraversano torrenti, torri e castelli che si ergono dai borghi arroccati sui monti molisani accompagnano il lungo cammino su strade e carrarecce che furono dei bellicosi Sanniti, in un viaggio che sembra portarci in tempi e luoghi lontani, su strade che esistono da millenni e che attraversano scenari del tutto unici in Italia.

Strada di campagna in Molise