I luoghi e le città della memoria nella Seconda Guerra Mondiale

I luoghi in cui avvennero i più gravi eccidi durante la Seconda Guerra Mondiale: per avere sempre vivo nella mente il ricordo di quanti persero la vita

fosse ardeatineDurante la Seconda Guerra Mondiale, specialmente sul finire del conflitto, si verificarono episodi di violenza inauditi compiuti su tanti civili inerti.

Le violenze nazi-fasciste che caratterizzarono il periodo successivo al 1943 furono numerose e sono ricordate ogni anno dalle associazioni partigiane.

In questo ambito si posiziona il revisionismo, corrente storiografica che si è fatta viva nel secondo dopoguerra, evidenziando anche gli eccidi compiuti dai partigiani.

Non è dunque un caso se dal 2004 la legge italiana abbia introdotto il Giorno del ricordo, solennità civile volta a ricordare anche le vittime delle foibe, gli elementi geologici presenti vicino ad alcune delle grotte italiane più famose.

Tra le località italiane tristemente celebri per gli eccidi avvenuti ha uno spazio preponderante Roma, dove il 24 marzo 1944 avvenne il massacro delle Fosse Ardeatine. Le truppe tedesche rastrellarono e fucilarono 335 persone, tra soldati e civili italiani.

Se l’eccidio delle Fosse Ardeatine è entrato nell’immaginario collettivo come una delle stragi più cruente, non bisogna certo dimenticare i rastrellamenti nazifascisti nei paesi più piccoli. Come la strage di Marzabotto, avvenuta tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre del 1944. I soldati tedeschi uccisero 770 persone, raccogliendole tra i comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi, località dell’appennino bolognese.

In ricordo di questi martiri è stato istituito nel 1989 il Parco regionale di Monte Sole, che si sviluppa lungo una delle strade panoramiche più belle d’Italia. Passeggiando lungo i sentieri dell’area si può rivivere questo cupo episodio di storia locale, mentre un memoriale con i nomi dei caduti troneggia nel punto più alto del parco.

Sant’Anna di Stazzema, nel cuore della Versilia in provincia di Lucca, fu teatro di un grave eccidio avvenuto il 12 agosto 1944, che vide la morte di ben 560 persone. Il massacro di Sant’Anna è stato raccontato dal regista americano Spike Lee in un film del 2008 che racconta il rastrellamento di inermi civili da parte delle truppe tedesche. Come nel caso di Marzabotto un parco ricorda i caduti dell’episodio, sviluppandosi tutt’attorno al comune lucchese.

In Toscana va anche ricordato l’eccidio di Civitella in Val di Chiana, comune in provincia di Arezzo, avvenuto il 29 giugno 1944 come rappresaglia nazista contro gli attacchi dei partigiani. I morti totali furono 244, con l’uccisione dei civili attraverso colpi di mitra alla nuca, prima che le abitazioni del comune venissero incendiate.

Tra il 7 e il 10 settembre 1944 lo splendido territorio della Garfagnana vide un grave episodio con protagonisti dei monaci, la strage di Farneta. Le SS tedesche infatti fucilarono dodici religiosi benedettini che vivevano nella Certosa di Farneta, sita nel comune di Montefiorino in provincia di Lucca, colpevoli di aver ospitato ebrei e partigiani durante i rastrellamenti dei giorni precedenti.

Le truppe naziste fucilarono i monaci certosini sul sagrato della certosa, prima che i loro corpi venissero dati alle fiamme. I religiosi caduti hanno ricevuto nel 2001 la Medaglia d’Oro al Merito Civile dall’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

Le violenze causate dalla guerra furono tante, in alcuni casi le vittime furono individuate e onorate soltanto a distanza di anni dalla loro uccisione. Come nel caso delle foibe, elementi geologici presenti in Friuli che rappresentano la testimonianza più forte di un altro scontro ideologico del conflitto.

Questi grandi inghiottitoi naturali furono i punti in cui i partigiani jugoslavi gettarono i corpi trucidati di tanti civili italiani, contrari all’ideologia comunista e non sempre appartenenti al Partito Fascista. Sebbene non sia possibile quantificare con precisione il numero totale di vittime, sembra che nelle foibe abbiano perso la vita almeno 10.000 persone, tra italiani, sloveni e croati.

Il Giorno del Ricordo è la manifestazione che ogni anno celebra i caduti delle foibe, così come coloro che furono costretti a fuggire dalla Dalmazia e dall’Istria per evitare i rastrellamenti jugoslavi. L’evento si celebre il 10 febbraio, data in cui l’Istria e una parte del Friuli-Venezia Giulia passarono alla Jugoslavia, in seguito alla firma dei Trattati di Parigi del 1947.