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Discobolo Lancellotti in Germania? La dura replica di Sangiuliano

Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha commentato la richiesta della Germania di riavere il Discobolo Lancellotti "acquistato da Hitler"

Il Discobolo Lancellotti, considerato la più bella copia romana del famoso Discobolo bronzeo di Mirone andato perduto, è al centro di un caso internazionale che vede l’una contro l’altra la Germania e l’Italia, nella persona del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

Perché il Discobolo Lancellotti è al centro di un caso

Lo scontro tra Germania e Italia, come riportato dal ‘Corriere della Sera’, è nato da una lettera che il direttore del Museo Nazionale Romano, Stéphan Verger, ha inviato al suo collega Florian S. Knauß, direttore della Gliptoteca di Monaco, ossia delle Collezioni statali di antichità e della famosa raccolta bavarese di marmi fondata da Luigi I di Baviera nel 1815.

Con la missiva, Verger ha chiesto di riavere la base marmorea settecentesca del Discobolo, ritrovata nel 1781 sull’Esquilino, venduta forzatamente dal proprietario, il principe romano Lancellotti, alla Germania nazista nel 1938 per volere di Benito Mussolini e del ministro degli Esteri Gian Galeazzo Ciano. La cessione fu portata a termine nonostante il parere negativo del ministro dell’Educazione nazionale Giuseppe Bottai e del Consiglio superiore delle scienze e delle arti e malgrado il vincolo del 1909.

Adolf Hitler rimase colpito dal Discobolo durante la sua visita a Roma nel maggio del 1938. La statua fu consegnata dallo stesso Hitler al museo di Monaco come regalo al popolo tedesco. Lì rimase fino al 16 novembre del 1948, quando il ministro plenipotenziario Rodolfo Siviero lo inserì nell’elenco di opere d’arte illegalmente trasportate nella Germania nazista, che così fecero rientro in Italia.

Nella sua risposta a Verger, Florian S. Knauß ha negato la restituzione della base marmorea settecentesca e ha aggiunto: “La scultura fu legalmente acquistata dallo Stato Tedesco dopo essere stata offerta al Metropolitan Museum di New York. Le istituzioni italiane furono d’accordo con l’esportazione. Non è stato un ‘regalo’ ad Adolf Hitler. Il rimpatrio in Italia ha violato la legge, secondo l’opinione legale dello stato bavarese e del nostro museo”.

La risposta di Sangiuliano alla Germania

Proprio al ‘Corriere della Sera’, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha detto: “L’opera deve assolutamente restare in Italia perché è patrimonio della Nazione. Spero che ci venga restituita la base settecentesca. Credo che la ministra federale della Cultura, Claudia Roth, non sappia nulla di questa storia. Sono certo che la collaborazione tra Germania e Italia, già ottima in tanti campi, migliori ancora in futuro anche in quello culturale”. Il ministro Gennaro Sangiuliano ha anche detto: “Devono passare sul mio cadavere…“.

Dove si trova oggi il Discobolo Lancellotti

Il Discobolo Lancellotti, copia romana in marmo del II secolo d.C. del famoso bronzo di Mirone databile V secolo a.C., è conservato a Palazzo Massimo, una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano, in Largo di Villa Peretti a Roma.

Proprio sul sito del museo si legge che l’acquisto della statua da parte della Germania nazista “venne formalizzato il 18 maggio 1938 al prezzo di 16 milioni di lire in contanti, l’equivalente di più di 15 milioni e mezzo di euro”. La regista Leni Riefenstahl trasformò il Discobolo Lancellotti nell’ideale ariano all’interno del suo documentario intitolato “Olympia”, dedicato alle Olimpiadi di Berlino del 1936.