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Datteri di mare, il tesoro predato della Puglia

L'indagine della Guardia di Finanza contro la pesca proibita dei datteri di mare in Puglia è sempre attiva: cosa sta succedendo e quali sono i rischi

La raccolta dei datteri di mare in Puglia è un grande problema. Si tratta di una pratica vietata, di un delitto contro l’ambiente. I datteri di mare, infatti, sono molluschi protetti e rari, al centro di un mercato tanto illegale quanto remunerativo, contrastato dall’attività della Guardia di Finanza.

La pesca dei datteri di mare, in Italia, è vietata dal 1998. La sua raccolta è molto dannosa: per recuperare questi particolari molluschi, vengono rotti i blocchi di roccia su cui sono attaccati, provocando danni alla biodiversità e all’ecosistema marino.

Datteri di mare in Puglia: il lavoro della Guardia di Finanza

L’indagine della Guardia di Finanza contro la raccolta dei datteri di mare sulle coste della Puglia è sempre attiva. Arcangelo Raffaele Gennari, comandante della Guardia di Finanza di Monopoli, ha spiegato all’agenzia ‘Askanews’ che quello dei datteri di mare è “un mercato molto particolare perché è un mercato di nicchia, che si muove in grande segretezza altrimenti sarebbe anche più facile per noi fermare questi pescatori”. E ha aggiunto: “In questo periodo si dice che il prezzo dei datteri oscilli tra i 160 e i 200 euro al chilogrammo“.

I “predatori” dei datteri di mare lavorano generalmente in squadre da 3, composta da un pescatore, un assistente con gli attrezzi e un palo sulla costa. Per staccare i molluschi dagli scogli sono utilizzati martelli e scalpelli, ma in un’occasione è stato persino ritrovato un mini martello pneumatico.

Le autorità si occupano di perseguire non solo i bracconieri, ma anche gli intermediari e i ristoratori che propongono in tavola questi molluschi proibiti.

Datteri di mare: l’allarme dei biologi

Anche i biologi si sono pronunciati sulla questione della raccolta (vietata) dei datteri di mare, spiegando che sugli scogli da cui vengono raccolti (nel modo precedentemente descritto) i datteri di mare, non crescono più altre specie.

Francesco Sancineto, comandante delle operazioni navali delle Fiamme Gialle a Bari, ha chiarito ulteriormente: “Il danno primo e più evidente è la frantumazione dello scoglio, della roccia; il secondo, e non meno importante, è però la desertificazione che l’asportazione del dattero crea”.

Datteri di mare: un problema non solo pugliese

Quello della raccolta proibita dei datteri di mare è un problema che non riguarda solo la Puglia. Questa pratica illegale, infatti, ha devastato l’ecosistema dei Faraglioni di Capri, come emerso da un’inchiesta della Guardia di Finanza del 2021, durante la quale un gruppo di esperti coordinati da Giovanni Fulvio Russo (presidente della Società Italiana di Biologia Marina) e da Marco Sacchi dell’Istituto Scienze Marine (Ismar-Cnr) ha scoperto che i faraglioni sono stati devastati per quasi il 48% delle pareti sottomarine dalla pesca abusiva di questi particolari molluschi.

L’inchiesta, nello specifico, ha portato alla luce il lavoro di due organizzazioni criminali campane, che avevano organizzato la pesca di frodo dei datteri di mare nel Golfo di Napoli e, più nello specifico, nell’area dei Faraglioni di Capri, anche servendosi di esplosivi e martelli a percussione. Da quanto è emerso, le due associazioni avrebbero messo in vendita sul mercato nero quasi 8 quintali di questi molluschi. Oltre cento erano state le persone indagate.