Coronavirus, lezioni virtuali al via nelle scuole della Lombardia

Alcune scuole della Lombardia, interessate dall'emergenza Coronavirus, hanno iniziato a sperimentare le lezioni virtuali

Coronavirus, lezioni virtuali al via nelle scuole della Lombardia

L’emergenza Coronavirus che ha colpito il Nord Italia sta avendo ripercussioni anche sulle scuole.

Allo stato attuale sono bloccati a casa oltre 3 milioni di studenti in Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Le scuole resteranno chiuse almeno fino al primo marzo, ma entro il fine settimana si deciderà se prolungare la chiusura o riaprire gli istituti. Intanto, però, alcune scuole della Lombardia hanno iniziato a sperimentare le lezioni virtuali.

La dirigente dell’Istituto Tecnico Internazionale Economico Tosi di Busto Arsizio, l’ex consigliera del ministro Marco Bussetti, Amanda Ferrario, ha emanato ad esempio una circolare urgente per informare gli studenti, i genitori e i docenti che a partire da martedì 25 febbraio prendono il via le lezioni virtuali in modalità Mooc o Fad (piattaforme per la formazione a distanza).

Spetta ai docenti il compito di informare gli studenti, tramite registro elettronico, sugli orari e le modalità per seguire le lezioni. Gli stessi professori devono inviare video tutorial agli alunni per le attività previste. Si prevede che la modalità virtuale resti in vigore per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria, salvo sospensione dell’attività didattica per il Carnevale Ambrosiano.

“Marinare” la scuola virtuale è impossibile: la frequenza virtuale delle lezioni, i lavori di gruppo o le consegne attivate tramite classi virtuali sono infatti da considerarsi a tutti gli effetti attività didattica.

Intanto, al ministero dell’Istruzione sta lavorando un gruppo di esperti per organizzare la scuola a distanza. L’idea è quella di creare una piattaforma in cui convogliare tutto il materiale utilizzabile dagli insegnanti per le lezioni virtuali. Al fine di garantire il maggior numero possibile di scuole della tecnologia e dei contenuti necessari per le lezioni virtuali, è stata richiesta la collaborazione di istituzioni come la Treccani, di canali multimediali come Rai Cultura e di aziende come Microsoft e Telecom.

L’obiettivo del ministero dell’Istruzione è quello di garantire un servizio pubblico essenziale agli studenti italiani che vivono nelle aree interessate dall’emergenza Coronavirus.

Urge ricordare che, affinché un anno scolastico sia valido, sono necessari 200 giorni di scuola. Due le ipotesi: i giorni di scuola persi potrebbero essere recuperati (almeno in parte) alla fine dell’anno scolastico oppure un decreto potrebbe convalidare l’anno anche se “ridotto”, sulla scia di quanto già fatto in passato per alcune zone terremotate come Amatrice e L’Aquila.