Agnello, Pecorino e altre eccellenze nell'Enciclopedia Treccani

L'Atlante Qualivita include le migliori eccellenze italiane, dall'agnello sardo IGP al pecorino romando DOP

Agnello, Pecorino e altre eccellenze nell'Enciclopedia Treccani

L’Agnello di Sardegna Igp è entrato a far parte della prestigiosa Enciclopedia Treccani, assieme a diverse altre eccellenze italiane che ora figurano all’interno del nuovo Atlante Qualivita.

L’opera è stata presentata il 12 dicembre all’Hotel Quirinale di Roma, alla presenza della ministra delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Teresa Bellanova, del Coordinatore S&D ComAgri del Parlamento europeo Paolo De Castro, di Cesare Mazzetti (Presidente Fondazione Qualivita), di Riccardo Ricci Curbastro (Presidente Federdoc), di Cesare Baldrighi (Presidente OriGIn Italia), di Massimo Bray (Direttore Generale Istituto della Enciclopedia Italiana) e di Mauro Rosati (Direttore Fondazione Qualivita).

Si tratta della prima volta che la Treccani accoglie la cultura delle Indicazioni Geografiche e dei prodotti tipici italiani nel corpus delle sue opere con la pubblicazione della decima edizione dell’Atlante Qualivita, il primo e unico volume a livello europeo dedicato alle produzioni certificate.

L’Atlante Qualivita include 860 schede prodotto, suddivise in tre sezioni: prodotti agroalimentari (299 schede), prodotti vitivinicoli (526 schede) e bevande spiritose (35 schede realizzate in collaborazione con Assodistil).

Delle eccellenze italiane incluse nel nuovo Atlante Qualivita, 46 sono sarde e una di queste è proprio il già citato Agnello di Sardegna IGP. Tra i vari prodotti agroalimentari inclusi si segnala anche il Pecorino Romano Dop.

A proposito dell’Atlante Qualivita, la ministra Teresa Bellanova ha dichiarato durante l’evento: “L’edizione 2020 dell’Atlante Qualivita rappresenta un momento di grande importanza per l’universo delle produzioni a denominazione. Nel corso degli anni abbiamo assistito infatti con soddisfazione alla crescita significativa di un settore che possiamo definire a tutti gli effetti il fiore all’occhiello del patrimonio agroalimentare italiano”.

Ancora la Bellanova: “Oggi, col rafforzamento della preziosa collaborazione avviata con l’Istituto Treccani, registriamo un altro riconoscimento strategico, che ci restituisce con chiarezza quanto il valore delle denominazioni sia da ricercare prima di tutto nel carattere culturale che queste esprimono”.

Poi, la chiosa finale della ministra delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali: “Legame col territorio, tradizione e innovazione, memoria, saper fare tramandato nel tempo e difeso dai nostri imprenditori. Questi sono gli elementi alla base del successo del made in Italy nel mondo, che dobbiamo continuare a tutelare e promuovere con sempre maggiore convinzione e determinazione”.