Roma, torna a risplendere il dipinto "segreto" del Colosseo

Un dipinto "segreto" del Colosseo è tornato a risplendere a Roma grazie a un importante lavoro di restauro: ecco cosa hanno scoperto gli esperti

Roma, torna a risplendere il dipinto "segreto" del Colosseo

Un dipinto “segreto” del Colosseo è tornato a risplendere a Roma. Si tratta del dipinto murale della mappa ideale della città di Gerusalemme all’epoca di Cristo, che si estende per 15 metri quadrati a oltre 7 metri d’altezza sotto le volte dell’ambulacro al piano terra dell’Anfiteatro Flavio, incastonato sull’arco della cosiddetta Porta Triumphalis.

Pur stando lì da oltre quattro secoli, il dipinto è rimasto fino ad ora praticamente inosservato e sconosciuto ai più, perché nascosto sotto la patina del tempo (e dello smog).

Ora, però, è possibile riscoprire quest’opera grazie all’intervento conservativo voluto dalla direttrice del parco archeologico Alfonsina Russo e realizzato dall’équipe guidata dall’archeologa Federica Rinaldi, assieme alla restauratrice Angelica Pujia e allo storico dell’arte Paolo Castellani.

Il Colosseo e il suo dipinto “segreto”: tutte le nuove scoperte

Il lavoro di restauro al Parco Archeologico del Colosseo ha permesso di risanare i colori del dipinto della mappa di Gerusalemme, ma anche i contorni delle figure, le ombreggiature e l’articolazione intera del disegno. Non solo: grazie all’intervento conservativo realizzato dagli esperti è stata anche recuperata una parte della decorazione che si pensava fosse andata perduta, cioè la porzione orientale della città di Gerusalemme.

La recente opera di restauro ha permesso, inoltre, di scoprire la reale tecnica di esecuzione del dipinto “segreto” del Colosseo: si pensava fosse un affresco, ma invece è stato realizzato con una tecnica a tempera. Proprio per questo il dipinto ha subito un rapido degrado, dovuto al tempo e allo smog.

Un’altra nuova scoperta ha riguardato la datazione dell’opera. Fino ad oggi il dipinto era datato 1675, cioè l’anno del Giubileo di papa Clemente X. Gli esperti, ora, hanno invece circoscritto il periodo all’inizio del XVII secolo, probabilmente al 1601.

Un interrogativo ancora rimasto aperto riguarda l’autore dell’opera. Una pista ritenuta probabile conduce ad Antonio Tempesta. La sua stampa del 1601 con la veduta ideale di Gerusalemme, conservata all’Albertina di Vienna, appare adesso come il diretto e più stretto modello.

In seguito al restauro, infine, gli studiosi stanno ora rivalutando anche l’ipotesi che esistesse una pittura pendant sul lato orientale, verso San Giovanni, dedicata alla raffigurazione simbolica della città di Roma.