Mal'Aria Legambiente: le pagelle sullo smog nelle città italiane

Pubblicato il rapporto Mal'Aria di Legambiente che assegna i voti alle città italiane in base al livello di inquinamento atmosferico registrato

Sassari

Legambiente ha pubblicato il nuovo rapporto Mal’aria che analizza l’inquinamento nel corso di un periodo di 5 anni, dal 2014 al 2018, tenendo in considerazione i valori dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il quadro che emerge dal rapporto vede spiccare Sassari e Macerata, rispettivamente con un 9 e un 8 in pagella. Nel complesso quasi il 20% delle città italiane prese in esame dal 2014 al 2018 hanno raggiunto voti sufficienti o superiori.

Dopo aver analizzato lo stato di salute delle coste italiane attraverso il progetto Goletta Verde, assegnando le pagelle del mare alle regioni italiane, Legambiente ha presentato il rapporto Mal’aria a ridosso dell’entrata in vigore delle nuove misure antismog in diverse aree della Penisola, sulla base dell’accordo per le zone del bacino padano.  A 97 città d’Italia sono stati assegnati i voti sulla qualità dell’aria: le pagelle sono il frutto di un confronto delle concentrazioni medie annue delle polveri sottili e del biossido di azoto.

Il 15-20% delle città italiane analizzate dal 2014 al 2018 ha raggiunto un voto sufficiente per Legambiente che ha lanciato un nuovo allarme sul global warming con l’iniziativa Carovana dei Ghiacciai 2020, un tour sulle Alpi per monitorare lo stato di salute dei ghiacciai. Sassari guarda tutti dall’alto verso il basso con un bel 9 in pagella, seguita da Macerata che ha ricevuto 8. Enna, Campobasso, Catanzaro, Nuoro, Verbania, Viterbo e Grosseto vantano il 7 in pagella, mentre hanno ricevuto il 6 Aosta, L’Aquila, Belluno, Bolzano, Gorizia e Trapani.

Le città in grado di raggiungere la sufficienza scendono al 6% per quanto riguarda i valori di Pm2,5, le frazioni di polveri sottili ancora più fini e maggiormente pericolose per l’ambiente, perché possono essere inalata dagli apparati respiratori delle persone. Tra le città che non raggiungono la sufficienza per la qualità dell’aria spiccano Torino, Roma, Palermo, Milano e Como che prendono un voto pari a zero.

Dato positivo riguardo alle città che sono riuscite a rispettare i limiti previsti dall’Organizzazione mondiale della sanità per il biossido di azoto, NO2. Quando non vengono rispettati i limiti normativi imposti, l’Unione Europea apre delle procedure di infrazione a carico degli Stati membri con conseguenze economiche sugli stessi.

Stando al rapporto di Legambiente, una delle cause principali dell’inquinamento atmosferico in Italia è rappresentata dai tubi di scarico delle automobili. In particolar modo a danneggiare la qualità dell’aria sono le emissioni fuorilegge delle auto diesel che continuano a causare un aumento della mortalità, secondo un recente studio condotto da un consorzio italiano che comprende consulenti, epidemiologi e medici.