Questo sito contribuisce all’audience di


Caro gasolio, la provincia che rischia di rimanere senza pane

I rincari del gasolio, con l'aumento delle bollette di gas ed energia elettrica, potrebbero avere un'inattesa ricaduta sulla produzione del pane

Caro gasolio, pane a rischio

Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un notevole rincaro del gasolio, scatenato principalmente dalla crisi in Ucraina. Molti sono gli effetti che l’aumento dei prezzi del carburante hanno provocato tra i cittadini, in particolar modo nelle realtà più piccole. Ed è per questo che in una provincia italiana, ben quattro paesini sono a rischio di non riuscire più a produrre il pane.

L’Aquila, quattro paesi rimangono senza pane

Cosa succede quando aumentano indiscriminatamente le bollette di luce e gas? Le conseguenze sono sotto agli occhi di tutti, ma è difficile pensare che addirittura una provincia italiana possa rimanere senza pane. È ciò che sta succedendo a L’Aquila, dove quattro piccoli paesi stanno lanciando l’allarme perché non riescono più a far fronte alle spese necessarie per continuare l’attività di panificazione, che in Abruzzo ha una lunga e ricchissima tradizione.

Il problema? I rincari del gasolio, che hanno portato ad un aumento dei prezzi insostenibile per le realtà più piccole e isolate. Come nei borghi di Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, Ofena e Capestrano: in questi quattro paesi di montagna c’è una popolazione che, in totale, non arriva alle 2000 anime, e ciò rende ancora più difficile adeguarsi alle nuove tariffe che stanno colpendo tutta Italia. E le piccole attività come i panifici potrebbero ben presto chiudere i battenti, non riuscendo a sostenere le spese per portare avanti la loro impresa.

“L’aumento esponenziale delle utenze del gas e dell’energia elettrica pone a serio rischio la produzione panaria nella provincia aquilana” – ha affermato Lucio Marinangeli, presidente Assipan-Confcommercio della provincia di L’Aquila e titolare di uno storico panificio della zona – “Nei piccoli centri delle aree interne, le problematiche legate agli aumenti dei prezzi si amplificano, considerata la collocazione particolare, isolata, in cui numerosi panificatori si trovano a operare”.

Le conseguenze del caro gasolio

In Abruzzo, sono molte le piccole realtà che stanno soffrendo per i repentini aumenti dei prezzi. Il rincaro del gasolio agricolo si è fatto particolarmente sentire nei piccoli paesini dell’entroterra, dove si vive ancora di ciò che la terra produce. E, oltre al pane, sono moltissimi altri i beni di prima necessità che iniziano a scarseggiare. Per poter aiutare i cittadini, il Governo ha varato una serie di manovre volte a rendere meno duro l’impatto del caro carburante.

Oltre al taglio delle accise e dell’IVA, lo Stato ha promosso un bonus benzina di 200 euro che potrebbe alleviare almeno per un po’ le difficoltà incontrate dagli italiani nella spesa per il carburante. Alcune realtà hanno deciso persino di maggiorare gli sconti per i propri cittadini, dando così un’incentivo ulteriore anche alle attività imprenditoriali più piccine.

Nel frattempo, i prezzi dei generi alimentari stanno aumentando un po’ ovunque: emblematico il recente caso delle ciliegie, ma sono molti altri gli esempi che potremmo fare. Frutta e verdura, oltre ai rincari, stanno subendo le conseguenze di un clima sempre più estremo – tra siccità ed eventi meteorologici imprevedibili – e dell’invasione di insetti che mettono a serio rischio la nostra agricoltura. Insomma, tutte condizioni che si ripercuotono sulla spesa alimentare degli italiani.