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Siccità, Tevere in secca a Roma: cosa è spuntato dagli argini

A causa dell'emergenza siccità, il fiume Tevere sta attraversando una fase di secca a Roma: dai suoi argini è spuntato un reperto molto antico

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Tevere

L’emergenza siccità sta colpendo anche la città di Roma e il suo fiume, il Tevere. A lanciare l’allarme, nel corso di una conferenza stampa organizzata sulla riva prosciugata del fiume Tevere, a due passi da Castel Sant’Angelo e il Vaticano, sono stati i Radicali Italiani.

Siccità, la situazione del fiume Tevere a Roma

Igor Boni, presidente di Radicali Italiani, ha spiegato: “A Roma, fino a oggi, sono caduti 140 millimetri di pioggia su una media di 430 millimetri: sono cifre da paesi come Algeria e Tunisia. Il livello del fiume è un metro e mezzo più basso della media”.

La secca del fiume Tevere ha fatto affiorare dalle acque anche i resti del ponte neroniano, che normalmente è invece sommerso.

Emergenza siccità in Italia: la situazione e i provvedimenti

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha già firmato lo stato di calamità naturale fino al 30 novembre 2022.

La dichiarazione di Stato d’emergenza nazionale è già pronta per il Piemonte, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia-Romagna e l’Umbria, che hanno presentato la loro richiesta nei giorni scorsi. Come riferito dal ‘Corriere della Sera’, la dichiarazione verrà ufficializzata lunedì 5 luglio dal Consiglio dei Ministri, con le prime misure messe in atto per “mitigare le conseguenze” della siccità, dal rilascio d’acqua dalle dighe al collegamento temporaneo degli acquedotti vicini. Spetterà al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio o a un suo delegato coordinare gli interventi. Non si esclude che la dichiarazione di stato d’emergenza possa coinvolgere, alla fine, tutto il territorio nazionale.

Sempre nella giornata di lunedì 4 luglio è atteso un decreto ad hoc da parte del governo italiano, in cui dovrebbe essere nominato un “Commissario straordinario per la siccità“. Il Commissario straordinario per la siccità, in carica fino al 31 dicembre del 2024 e con uno staff di 30 persone, avrà il compito di avviare almeno 20 “interventi prioritari salva-acqua” da realizzare “entro e non oltre” il 2024, allo scopo di affrontare le cause strutturali che hanno portato all’attuale emergenza siccità, dalle infrastrutture vecchie di 70 anni alla non corretta manutenzione dei bacini e della rete, con una dispersione idrica che attualmente supera il 30& (in altri paesi dell’Unione Europea è di circa il 5-6%).

Il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini ha preannunciato: “Il Consiglio dei Ministri prenderà decisioni importanti e coraggiose. È indispensabile utilizzare al meglio la poca acqua che abbiamo, dando priorità agli usi potabili e a quelli agricoli. Saranno introdotte norme straordinarie in un momento straordinario”.

Il neo sindaco di Verona Damiano Tommasi, intanto, proprio per rispondere all’emergenza siccità, ha firmato nella giornata di sabato 2 luglio un’ordinanza che limita l’utilizzo dell’acqua potabile ai fini domestici, per la pulizia personale e per l’igiene. Le violazioni a quanto stabilito dall’ordinanza saranno punite con multe fino a 500 euro. Fino al 31 agosto 2022 è vietato, nello specifico, utilizzare acqua potabile proveniente da fonte idrica per l’irrigazione di orti, giardini e campi sportivi, per il lavaggio delle auto (salvo impianti autorizzati), per il riempimento delle piscine e per ogni altra attività che non sia strettamente necessaria ai fini del fabbisogno umano.