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Manoscritto svela la prima vita e il primo omicidio di Caravaggio

Un manoscritto ritrovato svela nuovi dettagli sulla prima vita e il primo omicidio di Michelangelo Merisi, universalmente conosciuto come Caravaggio

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Caravaggio

La vita e la carriera di Michelangelo Merisi, universalmente noto come Caravaggio, si arricchiscono di nuovi dettagli grazie a un nuovo manoscritto ritrovato.

Caravaggio e il manoscritto ritrovato

A fare maggiore chiarezza hanno contribuito le aggiunte di Gaspare Celio al compendio delle Vite del Vasari, testo citato da alcuni autori seicenteschi, ma di cui si erano perse le tracce e che si credeva dunque perduto. Riccardo Gandolfi l’ha ritrovato nella biblioteca dello Stonyhurst College, nel Lancashire, nel Regno Unito, e così è stato possibile arrivare all’edizione critica pubblicata da Olschki.

I nuovi dettagli della vita di Caravaggio

I nuovi dettagli sulla vita di Caravaggio sono riepilogati da ‘La Repubblica’, a partire dal presunto omicidio commesso da Caravaggio a Milano quando era giovane. Proprio questo delitto avrebbe determinato il trasferimento dell’artista dalla Lombardia, fino all’arrivo a Roma. La fonte primaria di questo episodio, non suffragato dai documenti ma ripetuto da altri biografi, potrebbe essere proprio Celio, anche se non si sa se l’autore abbia avuto in merito alcune notizie davvero attendibili.

L’omicidio, infatti, potrebbe rappresentare anche un tentativo di far apparire la vita del personaggio di Caravaggio più difficile (e quindi più affascinante) di quello che realmente è stata.

Arrivato a Roma privo di mezzi e di appoggi (molta enfasi è dedicata alla povertà e al carattere irascibile e indomabile dell’artista), Caravaggio sarebbe stato preso a vivere nel palazzo del cardinal Del Monte, grazie all’intervento di Prospero Orsi. La biografia di Caravaggio scritta da Celio enfatizza proprio l’importanza della figura di quest’ultimo.

Dalle nuove informazioni sulla vita e sulla carriera di Caravaggio è emerso, inoltre, che i primi quadri di Michelangelo Merisi (o meglio, i suoi primi soggetti) potrebbero essere stati realizzati con l’obiettivo di proporsi sul mercato romano e non direttamente per un mecenate da cui farsi commissionare delle opere.

Sarebbe stato proprio il già citato Prospero Orsi il vero artefice della carriera del giovane Caravaggio. Prospero Orsi avrebbe contribuito a far affidare a Michelangelo Merisi il lavoro alla Cappella Contarelli, soprattutto per una sua particolare forma di avversione nei confronti del cavalier d’Arpino, a cui inizialmente era stato affidato l’incarico.