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Mistero in Lombardia: 4 milioni di api morte in 2 giorni. Allarme

Allarme tra le province di Brescia e Cremona, in Lombardia, dove sono morte quasi 4 milioni di api in soli 2 giorni: il fenomeno è inspiegabile

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Mistero in Lombardia: 4 milioni di api morte in 2 giorni. Allarme

In Lombardia sono morte inspiegabilmente quasi 4 milioni di api in soli 2 giorni. E ora è allarme.

La moria di insetti è avvenuta in una fascia di territorio ampia circa 6 chilometri, tra le località bresciane di Villagana e Bompensiero (frazioni di Villachiara), Acqualunga (frazione di Borgo San Giacomo), e i comuni di Azzanello e Genivolta in provincia di Cremona.

A lanciare l’allarme è stata Coldiretti Brescia, secondo cui è “difficile comprendere le cause di un fenomeno così repentino e letale”. Il Corpo Forestale e l’ATS di Brescia e Cremona hanno prelevato campioni di api e di miele per fare chiarezza su quanto accaduto.

Sempre Coldiretti Brescia ha ricordato che nella provincia bresciana sono presenti circa 119 imprese, per un totale di circa 30 mila alveari, custoditi da oltre 1.000 appassionati tra professionisti e hobbisti, per una produzione complessiva che supera le 300mila tonnellate di miele, propoli, cera e derivati.

Edoardo Mombelli, apicoltore di Quinzano d’Oglio, che assieme alla moglie Ilenia gestisce 250 alveari, ha raccontato: “Nella mia esperienza di apicoltore non ho mai assistito a un fenomeno così violento e massiccio, davvero inspiegabile anche per i colleghi apicoltori della zona. Il bilancio è pesante e ancora non definitivo, ma ci impegneremo per ripristinare quanto prima il patrimonio apistico locale. Fortunatamente si tratta di un’area circoscritta, le arnie situate nei comuni limitrofi e in altre zone della provincia non hanno registrato problemi”.

Questo legato alla grave e (per ora) inspiegabile moria di api tra Brescia e Cremona è solo l’ultimo allarme scattato in Italia. Nei giorni scorsi, le noci di mare sono tornate a minacciare il mare Adriatico, mettendo a rischio l’equilibrio marino. A Roma, invece, l’allarme riguarda la “cocciniglia tartaruga”, che ha attaccato circa l’80% dei pini comuni capitolini.

Nel mese di maggio, invece, in Toscana e in Liguria è scattato l’allarme “vespa killer”. Con questo soprannome è conosciuta la vespa velutina, una particolare specie proveniente dal sud-est asiatico, arrivata in Francia tramite dei bonsai provenienti dalla Cina e avvistata nelle due regioni italiane. Si tratta di un predatore molto pericoloso, grande più o meno come un calabrone, che rischia di fare una strage nella popolazione di api, provocando così un impatto devastante sull’apicoltura, sull’ecosistema e sulla biodiversità.