Trabocchi d'Abruzzo, itinerario di gusto tra i più caratteristici

Itinerario di gusto alla scoperta dei Trabocchi d'Abruzzo: da Ortona a San Vito Chietino, da Vallevò al Golfo di Venere, da Punta Aderci a Vasto

Oltre 40 chilometri tra il verde delle pinete e il blu del mare: la Costa dei Trabocchi è l’Abruzzo che si lascia scoprire nell’essenza più vera. Da Ortona a Vasto, è tutto un susseguirsi di queste antiche macchine da pesca che, come esili “delfini in legno”, sembrano spuntare dall’acqua.

Molti di questi trabocchi, appunto, sono diventati veri e propri templi del gusto, ristorantini genuini di pesce e locali gourmet, in cui assaporare tutto il meglio della tradizione enogastronomica del litorale abruzzese.

In 3 giorni andremo alla scoperta dei luoghi più suggestivi di questa lingua di terra ospitale e selvaggia.

Primo giorno: da Ortona a San Vito Chietino

Il nostro itinerario tra natura e gusto alla scoperta dei trabocchi parte da Ortona, meravigliosa cittadina di origine medievale, in provincia di Chieti. Merita per una passeggiata in centro storico, tra vicoletti e piazzette, dove ammirare splendidi palazzi nobiliari, la Cattedrale di San Tommaso Apostolo ed il quartiere antico di Terravecchia.

Per godere di un panorama da grandi emozioni, non perdete la Passeggiata Orientale sul versante orientale del promontorio su è stata edificata la città di Ortona. Alla fine della passeggiata arriverete su uno sperone a strapiombo sul mare: qui si trova il Castello Aragonese (nella foto), con le sue torri, simbolo della città, dove è possibile visitare Il Museo della Torre Ovest, e i sotterranei.

Lasciata Ortona, si segue il litorale, e si arriva prima al trabocco di Torre Mucchia, per poi proseguire verso Punta Ferruccio e Punta Lunga. Qualche chilometro più a sud, e si giunge a Punta dell’Acquabella, all’interno dell’omonima riserva naturale. Davanti agli occhi si spalancherà un vero e proprio eden: mare cristallino, alte falesie e un trabocco schiaffeggiato dalle onde. Per raggiungerlo si percorre un facile sentiero che dalla falesia scende fino al mare.

In una manciata di minuti, proseguendo sulla costa verso sud, si trova il molo di San Vito Chietino (sotto nella foto) dove fermarsi per una sosta di gusto e assaggiare piatti della tradizione. Due trabocchi, qui, sono stati convertiti in ristorante della tradizione, con qualche rivisitazione contemporanea.

Da provare, piatti come: gnocchi di pane con vongole e salicornia, pasta con ragù di cefalo e ricotta di pecora, fritture di paranza, scampi con peperone crusco, alici all’ortonese, pasta e baccalà, e gli immancabili cellipieni sanvitesi, i tipici dolci di San Vito Chietino.

Da non perdere nella prima tappa:

  • Passeggiata Orientale ad Ortona; 
  • Panorama dal Castello Aragonese; 
  • Punta dell’Acquabella; 
  • Le specialità di pesce nei trabocchi di San Vito Chietino.

Secondo giorno: da Vallevò al Golfo di Venere

Il secondo giorno, il tour dei trabocchi inizia da Vallevò a Rocca San Giovanni, la cartolina da sogno della Costa dei Trabocchi (sotto nella foto). Qui si trova una delle baie più poetiche di tutto l’Abruzzo, in cui spunta il famoso Trabocco Tufano, dove scoprire il funzionamento originario di queste “macchine da pesca” e gustare del pesce appena pescato.

La cucina è genuina e casalinga. Si gustano: cozze, vongole, la classica insalata di mare, pasta allo scoglio, spaghetti alla chitarra con le canocchie, seppie e piselli, fritture magistrali che sanno ancora di mare. Vien da sé che il chilometro zero sia ancor più ridotto a pochissimi metri.

Dopo aver allietato i palati, si prosegue alla scoperta di questa costa selvaggia e aspra, dove ogni baia si presenta come una sorta di paradiso di colori, con ginestre e macchia mediterranea che si tuffa nell’acqua turchese.

Proseguendo sempre verso sud si arriva a Fossacesia, sul Golfo di Venere: un luogo semplicemente incantevole, punteggiato di trabocchi dominati dall’Abbazia benedettina di San Giovanni in Venere, che può essere raggiunta a piedi percorrendo il sentiero degli Abati, che parte dal Fosso di San Giovanni. Da lassù la vista è mozzafiato e nei giorni di cielo terso si possono scorgere anche le isole Tremiti.

Da non perdere nella seconda tappa:

  • Il meglio della cucina di mare nei trabocchi a Vallevò; 
  • Il Golfo di Venere; 
  • Il panorama dall’Abazia di San Giovanni in Venere.

Terzo giorno: da Punta Aderci a Vasto

Il terzo giorno del nostro itinerario alla scoperta dei trabocchi della costa abruzzese è dedicato ai dintorni di Vasto. Si parte dalla Riserva naturale di Punta Aderci (nella foto sotto), cinque chilometri di litorale incredibili.

Sembrerà di stare in Normandia: alte falesie, scogliere, brughiere e sabbia dorata incorniciano il mare blu. Gli appassionati di bird watching resteranno incantanti: qui gli uccelli marini hanno trovato il loro habitat ideale. Si possono osservare il fratino, simbolo della riserva, fenicotteri, aironi e cormorani.

Questo è uno dei luoghi più fotografati dell’intero litorale abruzzese. Per chi vuole immortalare albe e tramonti stupefacenti, non dovrà far altro che attendere il sole salire o scendere in mare, da uno dei trabocchi, o dalla sommità di una falesia.

Dopo aver fatto il pieno di bellezza, ci si sposta nella città di Vasto, affacciata sul Golfo d’Oro, una grande baia a forma di mezza luna. Vasto ds scopre in una manciata di ore con una piacevole camminata tra i vicoli dove ammirare Piazza Rossetti protesa verso il mare, la Cattedrale di San Giuseppe, Torre Bassano, i resti della Chiesa di San Pietro (ossia mura con una porta che non porta da nessuna parte, come amano spiegare i vastesi) e il Castello Caldoresco, edificato nel 1439, ma che conserva inalterato tutto il fascino di un tempo.

Dal centro storico al mare, è un soffio: i romanici trabocchi attendono di essere scoperti. Qualche chilometro in auto e si raggiunge il faro di Punta Penna dove fermarsi a provare le specialità della cucina della zona. Qui un trabocco ospita in un piccolo ristorante. Piatto imperdibile, oltre alle diverse specialità di pesce? Il brodetto “alla vastese” (nella foto).

Se avete ancora qualche ora a disposizione e volete scoprire un’altra meraviglia naturale, nell’entroterra di Vasto, prendete l’auto e raggiungete le Cascate del Verde di Borrello, borgo a un’ora dalla cittadina. Un canyon spettacolare con cascate alte 200 metri che compiono un triplice salto.

Da non perdere nella terza tappa:

  • Il bird watching nella Riserva di Punta Aderci; 
  • Il centro storico di Vasto; 
  • I trabocchi di Punta Penna; 
  • Assaggiare il brodetto alla vastese.