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A Stabiae ritrovato un antico serbatoio in piombo di epoca romana

Stabiae, eccezionali rinvenimenti in un’antica villa romana: dagli scavi emergono elementi del sistema idrico e un serbatoio in piombo decorato

Stabia: rinvenuto un serbatoio in piombo di epoca romana

L’antica Stabiae rivela eccezionali reperti sulla vita quotidiana dei romani: nel corso di alcuni lavori per l’abbattimento delle barriere architettoniche presso Villa Arianna – la villa d’otium più antica di Stabiae – sono emersi alcuni elementi del sistema idrico della casa, tra cui un serbatoio in piombo decorato.

Si tratta di uno straordinario rinvenimento per l’area vesuviana non soltanto per l’eccezionale stato di conservazione di quanto emerso dagli scavi: l’aver individuato il serbatoio nella sua posizione originale, infatti, permette di comprenderne e apprezzarne il funzionamento.

Eccezionale rinvenimento nell’antica Stabiae

Dopo essere stata distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79, Stabia si ripopolò immediatamente: a differenza di quanto avvenne nelle vicine Pompei ed Ercolano, qui la vita tornò a scorrere già intorno all’anno Mille, sotto il nuovo nome di Castrum ad Mare.

Come nelle città vicine, anche nell’odierna Castellammare di Stabia il tempo fu interrotto bruscamente dall’eruzione del Vesuvio, e quello che emerge dagli scavi è in grado di rivelare eccezionali dettagli sulla vita quotidiana dell’epoca romana. Quello che, ormai da secoli, torna alla luce scavando nel cuore nelle città sepolte dalla furia del vulcano è stupefacente per vividezza e modernità: dal termopolio, ribattezzato la “tavola calda” dell’antichità, alle scritte elettorali che tappezzano i muri delle botteghe di Pompei.

L’ultima scoperta di Stabiae è avvenuta durante le operazioni di pulizia condotte nel peristilio piccolo della Villa Arianna, cioè nel giardino colonnato della Villa in cui sono stati trovati gli affreschi più importanti di Stabia. Qui sono tornati alla luce alcuni elementi del sistema idrico della casa, tra cui un serbatoio in piombo decorato, già individuato una decina di anni fa, che faceva parte dell’antico sistema di distribuzione delle acque della grande villa.

Il serbatoio, in particolare, è un rinvenimento di straordinaria importanza: individuato nella sua posizione originaria, lo splendido manufatto permette di comprendere – insieme agli altri elementi emersi dagli scavi – il funzionamento del meccanismo di cui era parte. Serviva a regolare il flusso dell’acqua e a smistarlo nei diversi ambienti della grande Villa romana: collegate al pezzo centrale sono infatti emerse due tubazioni che alimentavano, rispettivamente, la fontana con giochi d’acqua che presumibilmente adornava l’impluvium posto al centro dell’atrium e l’impianto termale della villa – completo di calidarium absidato con vasca, tepidarium e frigidarium.

Il serbatoio in piombo decorato di Villa Arianna

Il serbatoio rinvenuto nel giardino più piccolo di Villa Arianna è decorato: evidentemente era pensato per essere, almeno parzialmente, tenuto a vista per permettere l’accesso diretto alle due chiavi che consentivano di regolare o interrompere il flusso d’acqua.

“Un serbatoio come questo, con le sue chiavi di arresto, rientra in quella tipologia di impianti e apprestamenti che possono sembrare quasi moderni per come sono fatti e che hanno sempre destato stupore sin dalle prime scoperte tra Stabia, Pompei e Oplontis”, commenta Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Pompei.

Gli antichi non hanno rinunciato all’elemento ornamentale, spiega Zuchtriegel, “un astragalo in rilievo, che forse caratterizzava la bottega che l’ha prodotto, a mo’ di un marchio moderno”. In ogni caso, il serbatoio e la sua decorazione dovevano essere visibili, in quanto collocati al di sopra del piano di calpestio.

Lo straordinario reperto rimarrà visibile all’interno del cantiere per alcune settimane prima di essere musealizzato in situ. A partire dal 26 ottobre 2022 sarà possibile ammirare l’ultima scoperta di Stabiae nel luogo del rinvenimento: “Un ulteriore esempio di come accessibilità, conoscenza e tutela si integrano, che andremo a raccontare al pubblico in corso d’opera nell’ambito dei cantieri aperti del Parco”, conclude Zuchtriegel.