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Sommariva Bosco, 50 mucche muoiono in pochi minuti: la causa

È successo in pochi minuti: cinquanta mucche di razza Piemontese, molte delle quali gravide, sono morte all'improvviso mentre si trovavano al pascolo

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Cinquanta mucche morte in pochi minuti: cosa è successo

Cinquanta mucche, quasi tutte gravide, sono morte in pochi minuti sotto i suoi occhi, senza che nessuno potesse fare niente per salvarle. “Sono morte come mosche”, racconta Giacomino Oliviero, allevatore di bovini di razza Piemontese di Sommariva Bosco, in provincia di Cuneo.

I suoi animali sono morti improvvisamente mentre si trovavano al pascolo su un terreno non distante dalle stalle, in cui era stato seminato per la prima volta del sorgo.

Cinquanta mucche morte all’improvviso

È accaduto tutto in pochi minuti: “Manze e vacche adulte hanno iniziato a tremare, buttarsi a terra e soffocare. È stato uno strazio”, racconta Oliviero. Gli animali hanno iniziato a pascolare e poi, uno dopo l’altro, sono caduti a terra senza vita.

A nulla è valso il tempestivo intervento dei veterinari Giovanni Toppi di Viterbo e Francesco Acciari dell’Asl, subito allertati dall’allevatore assieme ai Carabinieri forestali di Bra. “Abbiamo cercato di salvare, anche somministrando agli animali a terra, almeno una trentina, flebo di fisiologica”, spiega Oliviero, ma per le mucche non c’è stato niente da fare.

Per Elia Dalmasso, presidente dell’Associazione Regionale Allevatori di Piemonte e Liguria, che riunisce 6.300 aziende per oltre un milione di capi, quello avvenuto nei pascoli di Sommariva Bosco è “un fatto inaspettato, che ci ha colpito tutti”.

Non sembrano esserci molti dubbi sulla causa dell’improvvisa morte delle mucche: sarebbero state uccise dal cibo che stavano mangiando, il sorgo, che Oliviero racconta di aver piantato quest’anno per la prima volta.

L’ipotesi: avvelenamento da sorgo

Il sorgo, cereale molto usato tra l’altro per l’alimentazione del bestiame, è una pianta molto resistente alle alte temperature e a condizioni di siccità, ma quando sottoposta a stress idrico può produrre delle pericolose tossine, che possono diventare letali per gli animali, in particolare per i ruminanti.

Alcune varietà di sorgo contengono un composto chimico, la durrina, che in determinate condizioni può produrre acido cianidrico: la durrina contenuta nel sorgo bicolore, in particolare, già nei primi anni del Novecento era stata indicata come colpevole di diversi casi di avvelenamento del bestiame.

“Gli allevatori sanno che sorgo e mais, se sotto stress idrico, possono produrre tossine: lo sa bene chi alleva vacche da latte”, spiega Elia Dalmasso, “nessuno però si aspettava un esito così grave”.

Le mucche di Sommariva Bosco sarebbero state avvelenate dall’acido cianidrico prodotto dalla pianta, sottoposta a un forte stress idrico a causa della grave siccità che sta colpendo il Nord Italia.

Coldiretti: inutile creare allarmismi

Quelle che si trovavano sullo sfortunato terreno erano poche piante, e piccole: Giacomino Oliviero aveva deciso di usare quel terreno come pascolo per le sue mucche proprio perché sembrava che la coltivazione non avesse attecchito, e il raccolto fosse perduto.

Il danno per l’allevatore si aggira intorno ai 160mila euro, e così il Sindaco Marco Pedussia e le associazioni degli agricoltori si sono subito mossi per organizzare delle raccolte fondi a sostegno dell’azienda agricola.

“Esprimiamo la nostra massima solidarietà all’allevatore Giacomino Olivero”, dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo, “come Organizzazione ci stiamo muovendo per contribuire a coordinare le iniziative di solidarietà all’azienda agricola”.

“Aspettiamo si faccia chiarezza su cosa sia effettivamente accaduto. È inutile creare allarmismi che non aiutano l’azienda agricola in questione e rischiano ulteriormente di abbattersi sul comparto zootecnico già duramente provato da rincari e costi di produzione”, aggiunge Fabiano Porcu, Direttore dell’Organizzazione nella città piemontese.

La Coldiretti invita quindi alla prudenza, ricordando che “si è ancora in attesa degli esami tossicologici dell’Istituto Zooprofilattico sulle carcasse degli animali”, e che soltanto le indagini sapranno dare certezze su quanto avvenuto.