Scoppio, il borgo fantasma di Acquasparta tornerà a vivere

Scoppio, piccola frazione fantasma di Acquasparta, tornerà a vivere: il comune sta vagliando alcune proposte per valorizzare il borgo dimenticato

Il paese fantasma Scoppio di Acquasparta tornerà a vivere

Il piccolo borgo fantasma Scoppio di Acquasparta tornerà a vivere: a dichiararlo è l’amministrazione comunale che sta valutando diverse proposte per poter riqualificare il paese diventato set del film di Wenders e di alcuni videoclip degli U2.

Scoppio di Acquasparta verso la riqualificazione

Scoppio di Acquasparta è diventato set di una parte del film su Papa Francesco diretto da Wim Wenders ma è stato scelto anche dagli U2 per alcuni videoclip, eppure l’incantevole borgo appartenente alla località termale rientra tra i paesi fantasma e per questo motivo il Comune si è attivato per poterlo riportare all’antico splendore. Ad annunciare la notizia è il sindaco Giovanni Montani che in una nota ufficiale ha dichiarato come lo Scoppio sia diventato un luogo dimenticato che in passato ha fatto la storia del comune, tanto da essere un simbolo per l’identità della zona ma anche per la storia e la spiritualità della stessa.

Se i più giovani ricorderanno il borgo fantasma per alcuni video musicali della band U2, Scoppio è diventato teatro di alcune brevi scene del film Papa Francesco – Un uomo di parola. Il film di Wim Wenders è stato girato per due settimane in Umbria, selezionando alcuni dei luoghi più suggestivi adatti a fare da sfondo alla storia di Papa Francesco.

Alla scoperta di Scoppio di Acquasparta

In Italia i paesi fantasma sono in aumento e tra questi ci sono quelli più caratteristici e antichi; Scoppio è tra questi. La piccola frazione disabitata del comune di Acquasparta è attualmente abitata da meno di 10 persone.
Il nome del borgo deriva dal termine latino scopulus che identifica la posizione dominante su cui è stato costruito; il paese abitato fino al 1750 da sole 25 famiglie subisce un quasi totale abbandono intorno al 1950 a causa di una serie di terremoti ripetuti.

Il concetto di paese fantasma deriva dal suo aspetto e non solo dalla poca presenza di abitanti, infatti la piccola frazione meta di molti escursionisti che percorrono i sentieri dei monti Martani lascia il segno grazie alla posizione isolata su uno sperone roccioso. Tra i monumenti d’interesse da visitare c’è la chiesa romanica di Sant’Angelo costruita nel XV secolo ed è possibile ammirare ancora alcuni tratti delle mura trecentesche sopravvissute alle scosse sismiche.