Roma, riapre l'area sacra in largo Argentina: museo a cielo aperto

L'area archeologica in cui si consumarono le Idi di Marzo tornerà ad essere visitabile grazie ad un finanziamento di Bulgari

area sacra largo argentina

Roma aggiunge un nuovo museo a cielo aperto alla lunga lista dei suoi tesori archeologici: l’area sacra di largo Argentina sarà presto nuovamente aperta al pubblico.

Grazie ad un nuovo finanziamento di Bulgari, i visitatori potranno tornare ad ammirare gli scavi della zona, in cui si consumarono le celebri “Idi di Marzo”, a partire dal 2021. Il noto marchio di lusso ha infatti donato 500mila euro al comune per i lavori di valorizzazione del sito: tale somma, si va ad aggiungere ad una cifra di poco inferiore avanzata dai fondi già donati alla Capitale per il restauro della Scalinata di Trinità dei Monti.

L’annuncio è arrivato da  Virginia Raggi, che ha illustrato alcuni passaggi della convenzione sottoscritta da Bulgari, Comune e Sovrintendenza, comunicando  al pubblico anche il tipo di lavori che interesseranno lo spazio archeologico.

L’area sacra di largo Argentina è il più esteso complesso di epoca repubblicana: ospita quattro templi romani che vanno dal IV al II secolo a.C. e custodisce il basamento di tufo della Curia di Pompeo. Proprio qui, secondo quanto narrano Cicerone e altri scrittori latini, avvennero le famose “Idi di Marzo”, ovvero l’assassinio di Giulio Cesare il 15 marzo del 44 a.C.
La Sovrintendenza sta attuando le procedure necessarie per la conclusione della fase progettuale e l’affidamento dei lavori, che dovrebbero terminare entro  la metà del 2021. Il piano prevede che l’area sacra di Largo Argentina assuma le sembianze di un vero e proprio museo a cielo aperto: saranno infatti allestite delle passerelle, così che i visitatori possano muoversi tra gli scavi in sicurezza e raggiungere i quattro templi, e saranno predisposti tutti i servizi per il pubblico.
Una vittoria importante per Roma che grazie alla generosità di Bulgari sta vedendo rifiorire alcune delle sue opere più importanti. Già nel 2016, in occasione dei 130 anni capitolini della maison, erano stati donati 1,5 milioni di euro per un intervento di restauro alla Scalinata di Trinità dei Monti. Visti i problemi di bilancio del comune, la speranza è che anche altri marchi simbolo della capitale seguano l’esempio di Bulgari, e decidano di stanziare parte dei loro introiti alla riqualificazione di alcune aree di Roma.
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