I capolavori di Raffaello celebrati con 4 francobolli

A 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, l'Italia celebra i capolavori dell'artista con un foglietto con 4 francobolli: ecco le opere riprodotte

L'Italia celebra i capolavori di Raffaello: l'iniziativa speciale

In occasione del quinto centenario della morte di Raffaello Sanzio, l’Italia ha emesso il 20 luglio un foglietto con quattro francobolli che riproducono altrettanti capolavori dell’artista.

I francobolli in questione recano l’indicazione tariffaria della posta ordinaria per l’estero destinata all’Africa, alle Americhe e all’Asia, di peso superiore a 20 grammi e fino a 50 grammi (corrispondente a 3,90 euro).

Le quattro opere scelte per celebrare Raffaello sono: l’Autoritratto conservato agli Uffizi a Firenze, il Trionfo di Galatea dagli affreschi di Villa Farnesina a Roma, la Madonna con il Bambino conservato nella casa natale di Raffaello a Urbino e lo Sposalizio della Vergine conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano.

Le opere sono illustrate, nel bollettino che accompagna l’emissione, da esponenti delle istituzioni che le conservano: il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, che recentemente ha ospitato Chiara Ferragni, il presidente dell’Accademia dei Lincei Giorgio Parisi (l’Accademia ha sede nella Villa Farnesina), il presidente dell’Accademia Raffaello di Urbino Luigi Bravi e la storica dell’arte di Brera Cristina Quattrini.

Gli annulli speciali ”primo giorno di emissione” sono disponibili negli uffici postali di Roma Quirinale e Urbino.

Nei giorni scorsi si è parlato diffusamente di Raffaello Sanzio, in seguito a uno studio realizzato dall’Università Bicocca di Milano che, a 500 anni di distanza dalla morte dell’artista, potrebbe aver risolto il “giallo” legato al suo decesso.

Secondo lo studio condotto dall’università milanese, a causare la morte di Raffaello Sanzio non sarebbero stati la malaria, il tifo, la sifilide o un avvelenamento. Sarebbe stato un errore medico, seppur inconsapevole. Stando ai ricercatori, il pittore avrebbe contratto la polmonite ma la malattia non sarebbe stata riconosciuta, finendo così per essere curata con la tecnica del salasso, che avrebbe ulteriormente indebolito in maniera fatale l’artista.

La ricerca della Bicocca di Milano, dal titolo “La morte di Raffaello. Una riflessione sul salasso nel Rinascimento”, è stata curata da Michele Augusto Riva (ricercatore di Storia della medicina dell’Università di Milano-Bicocca), Michael Belingheri (ricercatore presso lo stesso ateneo) e dai medici Maria Emilia Paladino e Marco Motta. Lo studio sulla morte di Raffaello è stato pubblicato da “Internal and Emergency Medicine”, la rivista ufficiale della Simi – Società italiana di medicina interna.