Il primo vino Doc bio d'Europa nasce a Vicenza

Il primo vino Doc Bio sta nascendo in provincia di Vicenza, nell'Azienda Vinicola Masari, una scelta che ha ricevuto anche il plauso del governatore della Regione Veneto

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Si chiama Azienda Vinicola Masari e si trova a Maglio di Sopra in provincia di Vicenza. In questa realtà sta nascendo un prodotto unico: si tratta del primo vino Doc Bio d’Europa.

Masari nasce nel 1998 da un’idea e dalla passione di Massimo Dal Lago e Arianna Tassari che hanno deciso di unire l’esperienza per dare nuova vita alla vinicoltura nella Vale d’Agno “Ricreando i vecchi vigneti e le varietà locali per coltivarli con grande attenzione e rispetto – scrivono sul sito internet dell’azienda – l’obiettivo fu, fin dall’inizio, creare vini d’eccellenza che fossero l’espressione più autentica del loro territorio d’origine”.

Arianna è “figlia d’arte”, Massimo invece si è formato nelle università europee, insieme hanno fatto nascere questa realtà, nella quale sono coinvolti anche i più giovani della famiglia. “Coltivare la vite e produrre vino non è solo un lavoro ma è una scelta di vita che coinvolge tutta la famiglia – aggiungono – anche i più piccoli”.

E ora la prima Doc bio d’Europa, che sta nascendo proprio in questo territorio, ha ricevuto il plauso del governatore della Regione Veneto Luca Zaia, che infatti ha voluto sottolineare come questo progetto portato avanti da due giovani: “Si proietta in quello che dovrà essere il futuro dell’agricoltura: bravi e lungimiranti. La Regione è al loro fianco per accompagnarli in ogni forma possibile verso la realizzazione del loro sogno”.

La Valle dell’Agno, dove sorge questa azienda agricola, è un territorio molto eterogeneo da dove nascono prodotti differenti gli uni dagli altri. Le coltivazioni si estendono su terrazzamenti realizzati con i muretti a secco, recentemente inseriti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco.

Ora la direzione è presa e si sta andando verso la nascita del primo vino Bio Doc d’Europa. “I protagonisti, Massimo Dal Lago e Arianna Tessari – aggiunge Zaia – hanno compiuto una scelta strategica, molto difficile, ma che costituisce il futuro del settore. Ho avuto modo di vedere di persona il vigneto in questione –  conclude Zaia – ed è davvero un esempio di scuola, ma anche di passione. Mi auguro, e la Regione è e resta a disposizione di Massimo e Arianna con l’assistenza tecnica necessaria, che al più presto si possa arrivare anche all’approvazione governativa come biodistretto”.

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