Piazzale Loreto potrebbe avere una piattaforma verde sopraelevata

Piazzale Loreto rientra in quelle aree di Milano oggetto di riqualificazione secondo il nuovo Piano di Governo del Territorio, ecco un progetto di massima

progetto rendering piazzale loreto

Piazzale Loreto a Milano nel 2030 avrà un nuovo volto. Non si tratta di predire il futuro o di avanzare supposizioni, ma della riqualificazione alla quale si vuole sottoporre questa importante piazza milanese.

Al momento esiste un progetto di massima, un’idea, che prevede la riqualificazione dello spazio con la realizzazione di 7mila metri quadrati di verde in una piattaforma sopraelevata a dieci metri di altezza. Sotto la piattaforma, secondo l’idea sviluppata dallo studio di architettura “Antonio Citterio Patricia Viel”, ci si potranno realizzare 9mila metri quadrati occupati da attività commerciali e servizi per il cittadino sviluppati in una serie di cerchi in discesa fino al mezzanino della stazione metropolitana.

Il progetto risponde  all’idea di valorizzare la città anche attraverso i suoi 88 quartieri, sviluppata nel nuovo Pgt (Piano di Governo del Territorio) che mostra come si svilupperà Milano nei prossimi dieci anni.

Al centro di tutto c’è la riscoperta dello spazio pubblico concepito come bene comune.  E per piazzale Loreto, al momento, lo studio di architetti ha pensato a una grandissima piattaforma verde che partirebbe da corso Buenos Aires per poi scendere e collegarsi a viale Monza e via Padova.

Non esiste ancora un bando di gara per affidare la progettazione, ma questa è l’idea che è stata proposta con un progetto di massima dallo studio di architetti, come è stato evidenziato in un articolo apparso su La Repubblica.

Il restyling di Piazzale Loreto rientra nella valorizzazione della città che si vuole perseguire con il Piano di Governo del Territorio rivisitato, che prevede –  tra le altre cose  – la rigenerazione di sei piazze. Oltre a Loreto, vi sono Maciachini, Lotto, Romolo, Trento e Corvetto con interventi che ne migliorino la qualità progettuale, la fruibilità e che siano anche poli attrattivi per le persone. Ad essere sottoposti a interventi per la “Milano del 2030”, che è molto diversa da quella di altri tempi, anche i nodi di interscambio, luoghi di interesse pubblico e recupero di edifici e aree dismesse.

Il bando, inoltre, potrebbe arrivare presto, dopo la pubblicazione della documentazione urbanistica attraverso la quale “ridisegnare” una delle città più internazionali d’Italia.

Il modello per la realizzazione delle opere sarà quello del Reinventig Cities sulla traccia del bando giù utilizzato per altre aree come quelle di via Serio, Mercato Goria o lo Scalo Greco.

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