Per Michelin Fabrizia Meroi è la donna chef dell'anno

La migliore cuoca dell'anno è secondo la guida Michelin la chef del ristorante Laite. Tradizione e innovazione nei menù della cuoca friulana

Per MIchelin Fabrizia Meroi è la donna chef dell'anno

Secondo la guida Michelin Fabrizia Meroi è la Donna Chef dell’anno. Un riconoscimento che conferma l’eccellente lavoro svolto presso il ristorante Laite di Sappada in Friuli. La cerimonia di premiazione quest’anno si è svolta presso il ristorante Lume d Luigi Taglienti dove la chef ha ottenuto il premio Veuve Cliquot e Atelier de Grandes Dames.

La motivazione che ha convinto la giuria è un attestato di stima che sottolinea la grande bravura di una chef che ha imparato i segreti della cucina a casa, grazie ai preziosi insegnamenti della madre, grande maestra di cucina casalinga da cui è nato il grande amore per i piatti che sono valsi alla chef una stella Michelin

“Gli anni di formazione in Friuli, Veneto e Carinzia hanno costruito la sua sapienza gastronomica. I sapori di queste terre e i prodotti di ogni loro stagione caratterizzano i suoi menù. Lavora con semplicità e precisione, regalando una suggestiva esperienza di gastronomia locale dal tocco femminile deciso sia nei sapori sia negli accostamenti. Un’esperienza che ha conquistato gli ispettori come chiunque si sieda alla sua tavola”. Questo la motivazione della giuria che ha sottolineato le doti di bravura della chef più brava d’Italia. 

Nata e cresciuta a Cividale, in provincia di Udine, Fabrizia Meroi impara a cucinare in famiglia grazie agli insegnamenti della nonna e della madre. Ma la vera svolta avviene dopo aver conosciuto Roberto, compagno di vita e socio in affari. Dopo essersi conosciuti e innamorati la coppia decide di provare a far fruttare la passione comune per la ristorazione. Nasce così, nel 1990, il Keisn, dove per la prima volta il talento di lei ai fornelli e di lui nella selezione del vino si amalgamano, dando vita a una coppia perfetta non solo nella vita, ma anche nell’ambito lavorativo. Intanto il talento della futura chef pluripremiata cresce grazie alla frequentazione di alcuni corsi tenuti da dei mastri della ristorazione come Enzo De Pra e Vissani. Dopo aver accuratamente seguito gli insegnamenti e a seguito di una dura gavetta anche in Spagna, arriva, nel 1997, la tanto ambita stella Michelin

Dopo l’importante riconoscimento un altro grande passo: la coppia decide di trasformare una vecchia casa in legno nel progetto lavorativo dei propri sogni. Nasce così il “Laide” che in breve tempo si fa valere nelle principali guide gastronomiche italiane.

 

Il premio che si muove alla ricerca dei migliori talenti femminili alle prese con manicaretti da ristorazione intende proprio valorizzare il valore aggiunto al femminile nell’alta ristorazione in Italia.