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Mare in Sardegna "chiuso" per esercitazione militare: il motivo

Alcuni tratti di mare della Sardegna sono stati "chiusi" per via di una grande esercitazione militare: ecco quali sono le zone interessate e i divieti

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Alcuni tratti di mare in Sardegna sono stati chiusi nell’ambito di Mare Aperto 2025, la più grande esercitazione militare del Mediterraneo centrale. All’operazione partecipano navi, sommergibili, aerei, elicotteri e veicoli di tipo subacqueo, aereo e di superficie.

In Sardegna mare “chiuso” per un’esercitazione militare

L’ordinanza della Guardia Costiera di Cagliari, attesa per il 30 marzo, è arrivata: serve a delimitare le aree davanti alle coste del Sud e dell’Est della Sardegna, nelle quali per tre settimane si svolge l’esercitazione organizzata dalla Marina Militare italiana.

Come riferito da ‘Unione Sarda’, il provvedimento si incrocia con quello emesso nei giorni precedenti dalla Capitaneria di Arbatax e interessa una grande porzione di mare a largo di Costa Rei, fino ad arrivare alla costa dell’Ogliastra.

Sono quattro le zone interdette in Sardegna, chiamate Alfa, Bravo, Charlie e Delta. La zona Alfa è divisa a sua volta in due sottozone nel cuore del Golfo di Cagliari: va dalle acque davanti a Cala Regina fino a quelle di fronte al promontorio di Calamosca.

La zona Bravo riguarda uno spigolo davanti a Villa San Pietro e un altro al largo di Nora, dove inizia la zona Charlie che si spinge fino a Eden Rock. Nessuna interdizione, invece, davanti a Chia e Teulada, dove è stata stabilita l’area Delta, quella adibita agli sbarchi anfibi.

L’ordinanza vieta di navigare, ancorare e sostare con qualunque unità, dia di diporto che a uso professionale; vietato anche praticare attività di immersioni subacquee, balneare e accedere alle zone in questione. Nelle varie aree della Sardegna indicata è vietato svolgere attività di pesca e ogni attività connessa all’uso del mare non espressamente autorizzata.

Nell’ordinanza, riportata da ‘Unione Sarda’, si legge inoltre che “tutte le unità in navigazione nelle restanti aree devono mantenersi a una distanza non inferiore a 1000 metri dalle unità navali militari debitamente segnalate, prestando particolare attenzione e valutando l’adozione di eventuali misure aggiuntive suggerite dalla buona perizia marinaresca al fine di prevenire potenziali situazioni di pericolo”.

L’operazione Mare Aperto 2025

L’operazione Mare Aperto 2025 è stata definita “più grande esercitazione annuale della Difesa in ambito marittimo, pianificata e condotta dalla Marina Militare”: vi partecipano navi, sommergibili, arei, elicotteri e veicoli non pilotati di tipo subacqueo, aereo e di superficie.

L’esercitazione riguarda le forze armate italiane con componenti di Esercito, Aeronautica, Carabinieri, Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto. Equipaggi e reparti operativi della Marina militare in esercitazioni per affrontare scenari operativi complessi e ad alto rischio. All’esercitazione partecipano anche componenti internazionali: tra questi il Snmg22 (Standing Nato Maritime Group 2) e la Forza Marittima Europea.

Nel programma, particolare attenzione verrà data all’addestramento finalizzato al contrasto delle minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari nella dimensione marittima, e alle loro possibili ripercussioni a terra: per questo motivo, al porto di Civitavecchia, è stato attivato un Posto medico avanzato che ha come obiettivo quello di gestire un’emergenza sanitaria simulata derivante da una contaminazione chimica.

Molto importante anche la parte dedicata all’ambiente sottomarino: a tal proposito, come si legge su ‘Il Sole 24 Ore’, verranno utilizzati veicoli autonomi subacquei e di superficie per la protezione delle infrastrutture critiche sottomarine