Nel Lago di Bolsena trovati un coltello e una moneta antichissimi

Al Lago di Bolsena è stata fatta una grande scoperta archeologica: i sommozzatori hanno riportato alla luce un coltello e una moneta del IV secolo

Grande scoperta archeologica nel Lago di Bolsena: in fondo allo specchio d’acqua in provincia di Viterbo, i sommozzatori hanno ritrovato un coltello e una moneta che risalgono al IV secolo dopo Cristo.

Nelle profondità del lago si nasconde un insediamento molto antico, risalente addirittura alla prima età del ferro che comprende anche alcune strutture ellittiche indicate con il nome di aiole. Il coltello e la moneta sono stati ritrovati tra le acque grazie all’uso dei metal detector in dotazione ai finanzieri. Il funzionamento dei metal detector è stato sperimentato con gli archeologi nell’area sommersa.

Le operazioni di recupero sul fondale del Lago di Bolsena sono state effettuate in collaborazione con il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Civitavecchia e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale.

Due grandi scoperte archeologiche nel Lago di Bolsena

Il primo oggetto riportato alla luce dai sommozzatori è stato la piccola moneta romana che raffigura l’imperatore Costantino. Successivamente è stato ritrovato un coltello a lingua da presa di circa 18 cm: l’oggetto, con tutta probabilità, è da attribuire all’età preistorica.

L’intervento dei sommozzatori e degli archeologi e ha permesso di sottrarre i reperti al possibile saccheggio da parte di persone non autorizzate che vanno in cerca di cimeli antichi per poi rivenderli ai collezionisti e ricavare grosse somme di denaro.

Il Lago di Bolsena nasconde al suo interno un vero e proprio tesoro pieno di antichità. Tra le sue acque c’è un insediamento che risale ai secoli X e IX avanti Cristo, corrispondenti alla prima età del ferro: l’insediamento comprende anche delle strutture ellittiche chiamate aiole.

La prima aiola del lago del Lazio venne individuata nel 1958 quando alcuni pescatori della zona segnalarono la presenza di strani resti. Le ricerche portarono alla scoperta di tumuli ellittici formati da pietre informi e sommersi dalle acque del lago.

Negli anni successivi sono stati individuati altri tumuli analoghi presso le sponde settentrionali, occidentali e meridionali del lago. Tutti i tumuli erano stati sommersi dal progressivo innalzamento del livello lacustre ed erano tutti posti alla medesima quota, su fondali a 300 metri sotto il livello del mare.