Laghetto di San Benedetto: i Caraibi del Lazio a un'ora da Roma

Le acque di un lago artificiale voluto da Nerone assumono colorazioni che vanno dall'azzurro intenso al verde smeraldo

Lago di San Francesco a subiaco

Chi l’ha detto che per arrivare ai Caraibi sia necessario viaggiare per ore e ore in aereo? A volte, infatti, basta molto meno.

Le spiagge nelle vicinanze di Torre dell’Orso, in Puglia, sono conosciute anche con il nome di Caraibi del Salento. La combinazione di spiagge sconfinate, sabbia bianca e finissima e acqua fresca e cristallina, infatti, ricorda molto da vicino gli scenari degli atolli dell’Oceano Indiano, meta vacanziera ambita un po’ da tutti indipendentemente dalla stagione in cui ci si trova.

Gli abitanti di Roma e provincia, addirittura, possono evitare di affrontare un viaggio in auto di 4 o 5 ore, limitandosi a uno spostamento di un’ora o poco più. Nelle campagne di Subiaco, ad appena 70 chilometri dallo stress e dal traffico della Capitale, c’è una località paradisiaca che, negli ultimi tempi, ha conosciuto un vero e proprio boom turistico. Merito delle acque cristalline (e gelide) del Fiume Aniene che, cadendo da una piccola altura, formano un laghetto conosciuto con il nome di Lago di San Benedetto.

A dir la verità, lo specchio d’acqua ha origini ben più antiche rispetto al santo che in questa zona realizzò uno dei suoi primi eremi. Il laghetto ha origine artificiale e venne fatto realizzare da Nerone, che proprio in questa zona aveva fatto costruire una delle sue innumerevoli ville. Si tratta di uno dei tre Simbruina Stagna voluti dall’Imperatore romano, ultimo di cui ancora oggi ci resta traccia.

Con il passare degli anni e dei secoli, l’azione dell’acqua ha scavato ed eroso le rocce del fondale, che oggi colorano le acque incontaminate dell’Aniene con tonalità che vanno dall’azzurro intenso al verde smeraldo. Ed è proprio grazie a questa “tavolozza di colori” vivente che l’area che circonda il lago è stata ribattezzata “Caraibi del Lazio“. Un nome che è tutto un programma.

Per raggiungere lo specchio d’acqua si deve passare in un piccolo bosco composto da salici bianchi, pioppi, noccioli e carpini e attraversare un ponte in legno, che presto dovrebbe essere ristrutturato dall’amministrazione comunale di Subiaco. La stessa amministrazione, inoltre, vorrebbe ben presto creare una piccola area naturale protetta, in modo da preservare il delicato ecosistema del lago.