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In Italia torna l'emergenza processionaria: le aree più critiche

Allarme processionarie in Italia: in diverse città italiane è già scattata l’emergenza invasione per questo insetto che sembra innocuo ma è dannoso

emergenza processionaria

La processionaria è un lepidottero all’apparenza innocuo che però risulta particolarmente nocivo per le specie di alberi del genere Pinus. Il nome nasce dal fatto queste larve si spostano in fila indiana, una dietro l’altra, formando una vera e propria “processione”. Purtroppo, le processionarie sono distruttive per le pinete e pericolose per la salute dei cani. Le temperature eccessivamente alte hanno portato a invasioni di questo animale in numerose città italiane. Questo insetto, infatti, è ricoperto da una peluria urticante che può causare reazioni epidermiche. Al momento le azioni messe in atto per contenere i loro nidi non sembrano aver avuto particolare efficacia.

Trentino Alto Adige

Sono diversi anni che il Trentino denuncia l’emergenza processionarie nel territorio. Quest’anno però sembra configurarsi come la più grave invasione degli ultimi 10 anni. A causa delle temperature sopra la media stagionale la schiusa dei nidi di processionarie sta avvedendo con largo anticipo e già da gennaio erano stati denunciati diversi avvistamenti di questi insetti. In particolare, le larve delle processionarie si nutrono degli aghi dei pini indebolendo gli alberi. Attualmente le pratiche adottate per contenere i nidi sembrano non funzionare. Per cui la soluzione per evitare l’invasione secondo gli esperti potrebbe essere quella di sostituire le foreste composte esclusivamente da pino nero in foreste miste ricche di latifoglie.

Catanzaro

Anche a Catanzaro si è fatta sentire l’emergenza processionarie. Presso il Parco di Villa Pepe, dove molti vanno con i propri cani, sono state messe sugli alberi delle trappole per fermare l’invasione di processionarie. Con l’arrivo della primavera, infatti, le processionarie escono dalle loro larve e scendono “in processione” al suolo. È in questo frangente che diventano particolarmente pericolose per l’uomo e per gli animali.

In realtà la regione Calabria più in generale ha stanziato già a gennaio 4 milioni di euro per affrontare il problema. Il budget destinato servirà non solo per sensibilizzare la popolazione ma anche per attivare soluzioni idonee a contenere la diffusione del lepidottero.

Langhe

Quest’anno come l’anno scorso anche il Piemonte ha lanciato l’allarme processionarie. Purtroppo, nei boschi di pino nero e pino silvestre delle Langhe si vedono moltissimi dei loro nidi. I nidi delle processionarie sembrano quasi delle regnatele molto intricate, in realtà chi dovesse vederli deve evitare il contatto ed evitare di sostare nelle aree infestate. L’anno scorso in questi territori si era deciso di procedere smembrando i nidi tramite i proiettili dei fucili da caccia in modo che il freddo penetrasse all’interno e facesse morire le larve. Quest’anno questa soluzione sembra non poter essere messa in atto poiché le temperature sono già troppo alte.

Imola

Anche la città di Imola soffre da anni quest’emergenza. Il comune ha emanato un’ordinanza rivolta ai proprietari o ai gestori di aree verdi. L’ordinanza del Comune prevede che le aree verdi vengano ispezionate per verificare l’eventuale presenza di nidi della processionaria.

Se viene riscontrata la presenza dell’insetto è necessario procedere con cura al taglio dei rami infestati. Una volta rimossi i rami devono essere bruciati facendo attenzione ad evitare i peli urticanti dell’animale. Nel caso l’infestazione sia particolarmente estesa è possibile procedere con trattamenti con bio insetticidi a base di Bacillus thuringiensis var. kurstaki – BTK (larvicida biologico selettivo).