Il primo robot mai inventato è tutto italiano.

Il geniale e poliedrico Leonardo da vinci, ha per primo inventato e realizzato un robot in grado di muoversi tramite corde e pulegge

Universalmente riconosciuto come genio poliedrico del Rinascimento italiano, Leonardo da Vinci è conosciuto principalmente per le sue opere pittoriche, come la Gioconda esposta nel Museo del Louvre di Parigi, o l’Ultima cena, dipinto parietale a tempera grassa su intonaco, conservato nell’ex refettorio rinascimentale del convento, in prossimità del santuario di Santa Maria delle grazie a Milano. Molto più avvolti dal mistero sono i suoi progetti avveniristici, come la macchina volante, il paracadute, lo scafandro e le altre numerose opere d’ingegno realizzate dallo scienziato e artista multiforme.

Molto probabilmente gli studi sull’anatomia conseguiti dallo scienziato sono stati di ispirazione nella creazione dell’Automa Cavaliere, un progetto ideato intorno al 1495. Pur non avendo prove tangibili della effettiva realizzazione dell’automa, si suppone che Leonardo abbia presentato il suo cavaliere meccanico durante una festa alla corte di Ludovico Sforza, molto probabilmente in occasione delle nozze della nipote.

Il primo robot mai inventato è tutto italiano

Carlo Pedretti, uno dei massimi esperti di opere di Leonardo, nel 1950 grazie agli studi condotti, realizzò che alcuni disegni contenuti nel codice atlantico e in altri appunti e taccuini sparsi, potevano in effetti rappresentare un robot. Grazie a questa intuizione e seguendo fedelmente gli appunti di Leonardo, è stato costruito un automa perfettamente funzionante. Le parti che compongono il robot erano disegnate sia in un singolo foglio che in numerosi altri disegni di altri progetti, non è quindi stato semplice per gli studiosi realizzare l’automa senza le istruzioni su come collegarle insieme.

L’automa è un soldato rivestito da un’armatura medioevale, in grado di imitare alcuni movimenti degli essere umani, come alzarsi in piedi o muovere la testa e le braccia. I movimenti sono trasmessi meccanicamente attraverso l’ausilio di corde e pulegge grazie a due parti distinte e indipendenti che compongono la macchina: una controlla la parte superiore del corpo, l’altra ne controlla la parte inferiore.

La parte superiore del cavaliere robotico è costituita da un meccanismo che controlla il movimento delle spalle, delle mani, dei gomiti e dei polsi, il meccanismo inferiore invece controlla e gestisce anche, gambe, ginocchia e caviglie.

Nel 1996 un primo modello del cavaliere automa fu realizzato da un esperto di robotica statunitense: Mark Elling Rosheim prese l’ispirazione da Leonardo per realizzare e sviluppare i robot per la NASA. Allo stato attuale, molte repliche dell’automa sono esposte in numerosi musei di tutto il mondo.